Po, 13 interventi per la rinaturazione e un futuro sostenibile

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Po, 13 interventi per la rinaturazione e un futuro sostenibile

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venerdì 19 giugno 2026 - 16:34
Po, 13 interventi per la rinaturazione e un futuro sostenibile

Redazione 19 Giugno 2026, 18:34 Milano, 19 giu. (askanews) – Tredici grandi interventi dislocati in...

19 Giugno 2026, 18:34

Milano, 19 giu. (askanews) – Tredici grandi interventi dislocati in quattro regioni e tredici province, ripristino dell’ampiezza dell’alveo fluviale del Po per una lunghezza totale di 37 chilometri, realizzazione e riqualificazione di 440 ettari di boschi con la messa a dimora di 561.500 alberi. Sono alcuni dei numeri che raccontano i risultati raggiunti con l’Investimento “Rinaturazione dell’area del Po”, finanziato dal PNRR – Next Generation EU che prevedeva uno stanziamento complessivo di 357 milioni di euro. Si tratta della più grande opera di rinaturazione fluviale realizzata finora in Italia, con l’obiettivo di ripristinare gli ecosistemi degradati o artificiali, restituendo al più grande fiume italiano aspetto e funzionalità più naturali, favorire la biodiversità, migliorare il paesaggio e dare nuova vita ai cicli ecologici.

Per illustrare questi risultati e riflettere su un futuro sostenibile del fiume Po si è svolto stamattina a Parma un convegno dal titolo “L’investimento PNRR-next Generation EU ‘Rinaturazione dell’area del Po’: risultati raggiunti e prospettive per il futuro”, particolarmente partecipato, promosso dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), attuatore e partner strategico dell’intervento, in cui sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, la Presidente e i Componenti il Comitato di Indirizzo AIPo Elisa Venturini, Gianluca Comazzi, Manuela Rontini, Marco Gabusi, il Direttore e il Dirigente di AIPo Gianluca Zanichelli e Mirella Vergnani e il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Alessandro Delpiano. Ad aprire i lavori, l’intervento video della Commissaria Europea per l’Ambiente e la Resilienza idrica, Jessika Roswall.

Tutti gli obiettivi del progetto stabiliti dalle Conferenze dei Servizi dedicate al progetto sono stati raggiunti da AIPo grazie all’intenso lavoro sinergico col Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’ Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Il fiume Po – che nasce dal Monviso, in Piemonte, percorre l’intera Pianura Padana e, dopo un percorso di 652 km attraverso 4 regioni, 13 province e 181 comuni, sfocia nel Mare Adriatico – vede concentrarsi nel suo bacino idrografico circa la metà degli allevamenti zootecnici, un terzo delle industrie e della produzione agricola nazionale e oltre 16 milioni di abitanti. Nel secolo scorso sono stati realizzati imponenti e fondamentali sistemi arginali per proteggere i territori dalle alluvioni, ma si è anche assistito a un’eccessiva canalizzazione dell’alveo e a estese escavazioni nel letto del fiume, compromettendo così la qualità degli ecosistemi e portando a una frammentazione degli habitat naturali. Inoltre, alcune difese spondali e opere per la navigazione nel tratto tra Piacenza e Mantova, realizzate a partire della seconda metà del ‘900, hanno portato a un “irrigidimento” dell’alveo, a un incremento della semplificazione e del degrado degli ecosistemi umidi naturali, con la conseguente perdita di habitat fondamentali per la biodiversità, nonché allo sviluppo di specie alloctone invasive. Con questo Investimento si è deciso di imprimere una svolta rispetto alle criticità emerse nel tempo per ottenere un decisivo miglioramento delle condizioni del Po.

Il progetto di Rinaturazione ha portato a un recupero dello spazio e della funzionalità del fiume, aumentando la resilienza climatica complessiva del territorio, attraverso tre principali tipologie di azioni capaci di coniugare il ripristino dei processi naturali con la sicurezza idraulica dei territori: la riduzione dell’ artificialità, con interventi morfologici su oltre 37 chilometri complessivi di fiume, per favorire una maggiore ampiezza dell’alveo e la sua dinamicità naturale; la riqualificazione di oltre 440 ettari di aree naturali e ambienti ripariali e l’ampliamento del patrimonio arboreo con la messa a dimora di oltre 561.500 esemplari tra alberi e arbusti autoctoni su terreni demaniali; la protezione idraulica, con quattro opere di difesa del territorio.

Nello specifico, gli interventi morfologici hanno previsto l’abbassamento dei pennelli di navigazione e l’apertura di canali laterali per ricollegare idraulicamente le lanche (rami fluviali secondari) al flusso principale, favorendo la pluricursalità del fiume e un migliore scambio generale tra il canale principale e le aree laterali. Parallelamente, è stata attuata una riforestazione naturalistica diffusa con un controllo delle specie alloctone invasive, accelerando i processi di rimboschimento per ricostituire i preziosi boschi planiziali, nonché il recupero di aree umide e antichi rami fluviali per favorire l’habitat di specie acquatiche e terrestri. Infine, le opere per la sicurezza idraulica hanno visto il rafforzamento di alcuni tratti arginali mediante diaframmature volte a ridurre i fenomeni di filtrazione. Per assicurare il successo degli interventi nel lungo periodo, nel progetto sono già stabiliti e finanziati cinque anni di cure manutentive delle nuove piantumazioni, necessari per monitorare l’evoluzione delle dinamiche fluviali e lo sviluppo del rinnovato patrimonio forestale.

“Le azioni messe in campo per la Rinaturazione dell’area del Po, con il contributo del PNRR – ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno un grande significato per tutto l’ampio territorio coinvolto. Rinaturare non vuol dire riportare il fiume al passato, ma ricreare le condizioni perché, anche di fronte al cambiamento climatico, si possa gestire meglio il territorio. È così che abbiamo recuperato spazi e percorsi del fiume che nel secolo scorso si erano perduti, restituendo al Po la sua mobilità naturale. Abbiamo creato condizioni migliori di gestione e di vivibilità per le nostre comunità. Perché il Po, per la Pianura Padana, è fonte di vita”.

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Fonte: QdS.it