Pil, Istat: nel secondo trimestre +0,2% da trim precedente e +1% annuo

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Pil, Istat: nel secondo trimestre +0,2% da trim precedente e +1% annuo

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giovedì 30 luglio 2026 - 8:34
Pil, Istat: nel secondo trimestre +0,2% da trim precedente e +1% annuo

Redazione 30 Luglio 2026, 10:34 Roma, 30 lug. (askanews) – Nel secondo trimestre il prodotto...

30 Luglio 2026, 10:34

Roma, 30 lug. (askanews) – Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil) dell’Italia, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% su base annua. Lo riporta l’Istat nella sua stima preliminare, precidando che il preorio in esame ha avuto lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2025.

La crescita tra primo e secondo trimestre è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dei servizi e di una diminuzione in quello dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda, spiega l’Istat con un comunicato, vi è un contributo positivo della componente nazionale al lordo delle scorte e un apporto negativo della componente estera netta.

La variazione del Pil acquisita per il 2026, corretta per gli effetti di calendario, è pari allo 0,8%. Il 2026 ha 3 giornate lavorative in più rispetto al 2025. Nel primo trimestre il Pil dell’Itata aveva registrato un più 0,3% dai tre mesi precedenti e un più 0,8% annuo.

“L’economia italiana ha mostrato un lieve rallentamento congiunturale rispetto al trimestre precedente – è il commento dell’Istat -. In termini tendenziali, si è registrata una crescita dell’1%, in lieve accelerazione rispetto allo 0,8% del trimestre precedente. La dinamica congiunturale positiva osservata nel secondo trimestre determina una revisione al rialzo di due decimali della crescita acquisita per l’anno 2026, da 0,6 a 0,8”.

“Dal lato dell’offerta la crescita congiunturale risulta trainata dal comparto terziario, mentre si registrano flessioni per il valore aggiunto dell’agricoltura e dell’industria. Dal lato della domanda – aggiunge l’Istat – si rileva un contributo negativo della componente estera netta al quale si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte”. (fonte immagine: Istat).

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Fonte: QdS.it