Edoardo Ullo 17 Settembre 2026, 10:56 Dalle anfore di epoca greco-romana dell’VIII secolo, agli antichi...
Dalle anfore di epoca greco-romana dell’VIII secolo, agli antichi manoscritti del XVI secolo, a un editto del Regno delle Due Sicilie del 1835. Queste e altre opere di rilievo sul patrimonio artistico e archeologico per un valore di oltre 400mila euro sono state recuperate e due persone denunciate per furto e ricettazione di beni culturali.
È, in estrema sintesi, il risultato di una vasta e complessa indagine condotta nei mesi scorsi dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo.
Una denuncia nel 2024 ha fatto scattare le indagini
Il procedimento penale è scattato dalle denunce presentate da un professionista del settore antiquariale di Palermo, che nel 2024 aveva subito la sottrazione di numerose opere di valore risalenti ai periodi compresi tra l’VIII-IX secolo e al XVI secolo.
La vasta attività investigativa, sviluppata anche attraverso monitoraggi e analisi tecniche, ha permesso di risalire a due persone presunte responsabili dei reati di furto e ricettazione di beni culturali.
Le indagini
Le indagini, coordinate dalla procura della repubblica del tribunale di Palermo, hanno permesso il recupero di diversi beni culturali per i quali i carabinieri del nucleo Tpc si sono avvalsi della preziosa collaborazione dell’Arma territoriale, di dirigenti e funzionari archeologi e archivisti della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali del capoluogo, della Soprintendenza archivistica della Sicilia – Archivio di Stato di Palermo, di un funzionario archeologo specialista in egittologia della Soprintendenza archeologica delle Arti e Paesaggio della città metropolitana di Torino, nonché di docenti dell’Università degli Studi di Palermo ed Enna Kore.
Sequestrati numerosi reperti di interesse archeologico
Nell’ambito dell’indagine sono stati sequestrati, inoltre, numerosi reperti di interesse archeologico, tra i quali tre anfore da trasporto di età Romana e Greco-Italica, databili tra il V e il IV secolo avanti Cristo, una scultura in legno raffigurante una testa di ambito egizio antico; una ushabti/statuetta funeraria (corredo funerario). E non è finita: ritrovate anche una testa scultorea in marmo di età arcaica e di probabile produzione greco-orientale e un elemento dorato (verosimilmente casseruola in bronzo) di area pompeiana.
Recuperata raccolta di antichi manoscritti del XVI secolo
Non mancano i recuperi in ambito bibliografico e archivistico tra i quali spicca una raccolta di antichi manoscritti, riferibili al Monastero di San Giovanni l’Origlione di Palermo (1554-1655); un Editto del Regno delle due Sicilie, manoscritto sul retro e riportante un timbro riferibile al Comune di Avellino, datato 1835; un importantissimo corpus di carte identificabile con il carteggio personale della duchessa Beatrice Mantegna dell’Arenella (prima metà del ’900) riguardanti Lo Studio del Cavalluccio, opera inizialmente attribuita a Leonardo da Vinci.
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