“Ogni avanzo è un punto di partenza”: studenti Fermi-Eredia contro gli sprechi

Redazione

“Ogni avanzo è un punto di partenza”: studenti Fermi-Eredia contro gli sprechi

Condividi su:

Redazione |
sabato 31 ottobre 2026 - 7:49
“Ogni avanzo è un punto di partenza”: studenti Fermi-Eredia contro gli sprechi

Redazione 31 Ottobre 2026, 08:49 Lo scorso 16 ottobre, nell’ambito della Giornata mondiale dell’alimentazione celebrata...

31 Ottobre 2026, 08:49

Lo scorso 16 ottobre, nell’ambito della Giornata mondiale dell’alimentazione celebrata anche presso i locali dell’istituto, è stata organizzata un’attività per imparare a ridurre gli sprechi in cucina, trasformando in modo intelligente avanzi di cibo o parti di alimenti che normalmente finirebbero nella spazzatura, e dando così vita a ricette gustose e nutrienti. Dai gambi di verdure alle bucce di frutta e al pane raffermo, esistono tantissime possibilità per dare una seconda vita agli ingredienti.

Agenda 2030 e lotta allo spreco alimentare

In questo quadro si inserisce l’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, che ha definito 17 obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Dal documento si evince che, per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo e garantire a tutti il “diritto alla vita” senza compromettere quello delle generazioni future, è fondamentale un piano di azione per sconfiggere la povertà, la fame, le disuguaglianze, i cambiamenti climatici e il degrado ambientale.

Nel mondo, nel 2024, circa 673 milioni di persone hanno sofferto la fame. È un dato che fa riflettere, soprattutto perché ogni anno viene sprecato circa un terzo del cibo prodotto. In Italia, come nel resto d’Europa, una quota significativa degli alimenti acquistati finisce nella spazzatura, spesso perché non si sa come riutilizzare gli avanzi. Cambiare questa abitudine è tanto una scelta economica quanto una scelta ambientale.

Spreco alimentare in Italia e in Sicilia: i dati

Sprecare cibo significa sprecare denaro, ed educare a ridurre gli sprechi è un passo importante per il nostro futuro. In Italia, secondo il Rapporto Waste Watcher International 2026, la situazione sta migliorando, ma si buttano ancora quasi 494 grammi di cibo a persona ogni settimana, e al Sud lo spreco è maggiore rispetto al Nord. Anche in Sicilia è importante imparare a fare la spesa con attenzione, conservare bene gli alimenti e riutilizzare gli avanzi. Basta poco per sprecare meno e dare più valore al cibo.

I progetti del Fermi-Eredia di Catania contro gli sprechi alimentari

Essendo la cucina il cuore della casa, ma anche il luogo dove si genera la maggior parte degli “scarti alimentari”, il nostro istituto, l’I.I.S. “Fermi-Eredia” di Catania, da sempre attento a sensibilizzare gli studenti su questa tematica, ha dato vita a numerosi progetti curricolari sul “riciclo degli alimenti”. Lo scorso anno scolastico la nostra scuola ha aderito a una campagna di sensibilizzazione sulle sane abitudini alimentari (Progetto Frutta a scuola), proponendo agli studenti di consumare frutta al posto di merendine e cibi ultra-processati. Il progetto è stato rivolto alle scuole superiori della provincia di Catania, fra cui la nostra. Durante il percorso di educazione alimentare, il nostro istituto ha anche partecipato alla trasmissione “Buongiorno Sicilia” di Rai 3, raccontando come noi studenti abbiamo cambiato le nostre abitudini durante la ricreazione, imparando a consumare frutta e verdura, anche durante le prove dell’esame di Stato dello scorso anno scolastico.

Banco Alimentare e solidarietà contro la fame

Inoltre, l’indirizzo alberghiero e l’indirizzo tecnico agrario hanno accolto e collaborato con il Banco Alimentare (associazione che offre assistenza a famiglie poco agiate e bisognose) attraverso una rete di volontariato. Il Banco Alimentare opera a livello nazionale e ogni giorno combatte la povertà estrema, cercando così di sconfiggere la fame. A Catania ha sede presso il MAAS (Mercati Agro-Alimentari Sicilia), è il più grande a livello nazionale e si occupa di eccedenza alimentare.

La rete nazionale recupera le eccedenze della filiera agroalimentare per distribuire pasti gratuiti alle famiglie in difficoltà. La macchina della solidarietà si muove silenziosa sul territorio: centinaia di volontari raccolgono derrate invendute nei supermercati per consegnarle alle strutture caritative convenzionate. Ridurre lo spreco significa restituire dignità a chi soffre la fame. Alcune pratiche semplici fanno la differenza: cucinare in grandi quantità e conservare le porzioni in frigorifero o freezer; usare le verdure meno fresche nelle zuppe o nei passati; trasformare il pane raffermo in crostini; riutilizzare l’acqua di cottura dei legumi come base per il brodo. Ogni avanzo, con un minimo di creatività, diventa il punto di partenza del pasto successivo. Mangiare sano, anche con un budget limitato, non richiede sacrifici straordinari né ricette elaborate: richiede consapevolezza, un po’ di organizzazione e la volontà di riscoprire ingredienti semplici che le cucine tradizionali di tutto il mondo usano da secoli. Una buona alimentazione a base di legumi, cereali integrali, verdure di stagione, uova e frutta fresca rappresenta da sempre la scelta più sana ed economica.

Riciclo degli scarti alimentari: bucce, semi e gusci d’uovo

Non tutti gli scarti di cucina sono da buttare: bucce di frutta, fondi di caffè, gusci d’uovo e scarti di verdura sono materiali organici che, anziché finire nell’umido, possono diventare nutrimento per le piante. Oltre al compost, ci sono altri usi: ad esempio, i semi di zucca, di melone o di anguria possono essere lavati, asciugati e piantati in vasetti di yogurt vuoti (altro scarto) per far germogliare nuove piante. I gusci d’uovo, lavati e riempiti di terra, diventano mini-semenzai biodegradabili: quando la piantina è pronta per il trapianto, si può interrare direttamente il guscio, che si decomporrà naturalmente arricchendo il suolo di calcio. Le bucce di agrumi, invece, possono essere essiccate e usate come deodorante naturale per cassetti e armadi, oppure tritate e aggiunte al compost per accelerarne la maturazione.

Ridurre i rifiuti alimentari con le buone pratiche quotidiane

Queste pratiche quotidiane, ripetute nel tempo, cambiano concretamente la quantità di rifiuti che produciamo e, di conseguenza, il nostro impatto sull’ambiente.

Classe 4° AE (Alberghiero)
I.I.S. “Fermi-Eredia” Catania

Condividi su:

  • Scrivere l'energia

Fonte: QdS.it