Incendi in Sicilia, l’agricoltura è in ginocchio. Il presidente di Confagricoltura Marchese Ragona si rivolge alle istituzioni

Marco Cavallaro

Incendi in Sicilia, l’agricoltura è in ginocchio. Il presidente di Confagricoltura Marchese Ragona si rivolge alle istituzioni

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Marco Cavallaro |
lunedì 27 luglio 2026 - 5:55
Incendi in Sicilia, l’agricoltura è in ginocchio. Il presidente di Confagricoltura Marchese Ragona si rivolge alle istituzioni

Marco Cavallaro 27 Luglio 2026, 07:55 Sono ore di grande apprensione in tutta l’Isola per...

27 Luglio 2026, 07:55

Sono ore di grande apprensione in tutta l’Isola per i migliaia di ettari in fiamme. Come ogni estate, infatti, aree boschive, territori agricoli, seminativi e pascoli vengono minacciati dai roghi, con gli incendi che in queste ore – e nelle prossime – non stanno risparmiando nessuna zona della Sicilia.

Dal Palermitano al Catanese, fino al Nisseno o al Messinese, tutto è alle prese con una forte emergenza incendi, che rischia di compromettere l’integrità dei territori e tutto ciò che ruota intorno a essi, come l’attività degli agricoltori locali. Per questo motivo, Confagricoltura Sicilia ha rivolto un appello alla Regione, al presidente Schifani e all’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, chiedendo dei ristori immediati per le imprese agricole colpite e danneggiate dall’emergenza incendi.

Incendi in Sicilia, l’agricoltura è in ginocchio. Il presidente di Confagricoltura Marchese Ragona: “Non brucia soltanto la superficie”

“Quando il fuoco entra in un’azienda agricola non brucia soltanto una superficie”, spiega il presidente di Confagricoltura Sicilia, Rosario Marchese Ragona. “Sui seminativi e sulle colture annuali significa perdere il raccolto dell’anno. Sulle colture permanenti come vigneti, oliveti, agrumeti e frutteti il danno si protrae per anni: piante distrutte, costi di reimpianto, mancato reddito futuro. A questo si aggiungono impianti irrigui, tubazioni, recinzioni, serre, fabbricati rurali, macchinari, scorte, foraggi e rotoballe andati in fumo, la perdita dei pascoli e delle risorse foraggere per gli allevamenti, e un danno che continua nel tempo: erosione, perdita di fertilità, minore capacità di trattenere l’acqua, maggiore rischio di desertificazione”.

Incendi in Sicilia, le richieste di Confagricoltura

Dunque, la richiesta e l’appello alle istituzioni locali. “Non basta sapere quanti ettari sono bruciati”, prosegue ancora il presidente Marchese Ragona. “Dobbiamo sapere quanta agricoltura abbiamo perso e quanto tempo servirà per ricostruirla. Per questo chiediamo una ricognizione georeferenziata dei danni: quali colture e quali aziende sono state colpite, quali infrastrutture sono state compromesse, quale capacità produttiva è andata persa. Gli interventi pubblici devono partire da questa consapevolezza: non semplici ristori legati alla superficie incendiata, ma un piano straordinario per la ricostituzione del potenziale produttivo delle aziende agricole siciliane colpite dal fuoco”.

Poi conclude: “Serve tornare a piantare alberi, con specie autoctone e con chi il territorio lo conosce e lo presidia ogni giorno”, chiedendo l’apertura imminente di un tavolo tecnico di confronto tra le parti in causa per parlare della possibilità dei ristori.

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Fonte: QdS.it