Il richiamo di Mattarella: la scuola è aperta a tutti, no ai ghetti

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Il richiamo di Mattarella: la scuola è aperta a tutti, no ai ghetti

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martedì 22 settembre 2026 - 6:33
Il richiamo di Mattarella: la scuola è aperta a tutti, no ai ghetti

Redazione 22 Settembre 2026, 08:33 Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola è la più...

22 Settembre 2026, 08:33

Amatrice, 21 set. (askanews) – “La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”. È il forte richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice per ribadire la vicinanza delle istituzioni a dieci anni dal terremoto che l’ha distrutta.

All’indomani dell’annuncio della Premier Giorgia Meloni di voler introdurre un tetto agli studenti stranieri nelle classi e il divieto di indossare il burqa, il capo dello Stato non poteva essere più esplicito nel ribadire quali devono essere i principi che ispirano l’azione dell’istruzione pubblica nel nostro paese. “La scuola prepara tutti. E’ aperta a tutti: così dispone l’art. 34 della Costituzione. (ed è questo il passaggio più apprezzato e sottolineato da un lungo applauso dei ragazzi). Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale”.

Alla cerimonia è come sempre presente il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e ricorda anche il dovere delle istituzioni di difendere gli insegnanti che “non devono essere lasciati soli dalla società e le istituzioni non devono recedere dalla loro responsabilità in contesti difficili”.

Il capo dello Stato elenca i tanti problemi sociali che stanno esplodendo nelle nostre scuole: “Bullismo, bande giovanili ed anche aggressioni agli insegnanti. La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti. L’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli – sottolinea – in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti”.

La riflessione di Mattarella si allarga poi ai grandi temi della contemporaneità: “Viviamo un cambiamento d’epoca. Grandi e veloci trasformazioni stanno mutando sia il contesto che la nostra quotidianità. La società ha, come sempre, bisogno della scuola, e di una scuola all’altezza dei tempi nuovi, per difendere la civiltà che è stata conquistata e per progredire ancora. Come sempre, anche nei nostri giorni si tende a concentrarsi sul presente. A consumare nell’oggi le risorse. E’ invece necessario investire sul futuro – avverte -. Sarà più forte e resiliente un Paese che investe sulla scuola e sulla conoscenza”.

Il capo dello Stato invita anche gli studenti ad essere protagonisti nella scuola: “La società ha bisogno della loro voce”, ha bisogno di “menti libere”, di quella cultura che porta alla libertà e non c’è libertà se non è per tutti”.

“Compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di usare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto; per cercare spazi nuovi e non per rassegnarsi a ciò che l’algoritmo decide di proporci. Custodire e allenare la nostra umanità e le nostre menti, senza farle atrofizzare dallo strapotere computazionale: questa è missione della scuola”, conclude.

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Fonte: QdS.it