Gaetano Armao. Foto di Giuliano Del Gatto da ImagoeconomicaGaetano Armao. Foto di Giuliano Del Gatto...
“Sono stato raggiunto da un decreto di perquisizione presso l’abitazione e lo studio legale per un’imputazione provvisoria che avrò modo di dimostrare essere priva di fondamento“. Risponde così, a mezzo nota, l’ex assessore ed ex vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, sotto indagine nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Palermo con l’ipotesi di reato di corruzione.
Inchiesta per corruzione, la posizione di Gaetano Armao
“I fatti che vengono contestati – prosegue Armao – attengono alla mia qualità di ex Presidente di una commissione composta da oltre cinquanta membri che approva i pareri in sede collegiale e, nel 99% dei casi, all’unanimità. Non ho più alcun incarico quale Presidente del CTS dal 9 agosto scorso e, al fine di tutelare le Istituzioni, ho già rassegnato al Presidente Schifani le mie irrevocabili dimissioni da Consigliere giuridico, con effetto immediato. Nella mia vita amministrativa ho gestito risorse finanziarie per oltre 250 miliardi di euro (più del PNRR) firmando otto bilanci regionali, senza che nessuno abbia avuto nulla da eccepire”, sottolinea.
L’indagine
Le accuse a carico di Armao sono di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e corruzione per l’esercizio della funzione. Per lui, marito dell’ex capo di gabinetto del ministero Nordio Giusi Bartolozzi, la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio.
Con lui sono indagate altre otto persone: Giuseppe Argirò, Benedetta Costanzo, Giuseppe Lombardo, Mario Lupo, Marco Malacarne, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. L’ipotesi è quella dell’esistenza di un presunto giro di “mazzette” nell’ambito della Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali, presieduta fino a pochi mesi fa da Armao.
Sono state condotte delle perquisizioni nei luoghi a disposizione di Gaetano Armao, un “passaggio necessario” – si legge in una nota diramata dal capo della procura della Repubblica di Palermo nella mattinata – per “evitare la dispersione delle prove in conseguenza della discovery delle indagini imposta dalla notifica agli indagati dell’invito a rendere interrogatorio preventivo davanti al gip, in presenza della richiesta dell’applicazione di misure cautelari”.
Le reazioni
La vicenda Armao e la nuova inchiesta per corruzione che coinvolge grandi nomi in ambito politico-istituzionale ha scatenato una lunga serie di reazioni politiche. Naturalmente, le prime dichiarazioni sono arrivate dall’opposizione. Controcorrente – e in particolare il leader Ismaele La Vardera – non ha impiegato molto a rispondere al nuovo “terremoto politico” siciliano. “La Sicilia grida a gran voce: andatevene a casa. Questa terra straordinaria non merita questo”, scrive l’ex Iena in un post sui social, accompagnato dall’annuncio di una manifestazione prevista per domani nelle piazze siciliane.
“Non hanno fatto in tempo ad arrestare Pizzuto e rinviare a giudizio l’assessora Elvira Amata che un nuovo scandalo travolge il centrodestra, segnatamente con la richiesta di arresto per l’avvocato Gaetano Armao, fino ad agosto nominato da Schifani al vertice della Commissione Tecnico Scientifica regionale che, tra le altre cose, si occupa di rilasciare le autorizzazioni ambientali alle imprese e agli enti pubblici che vogliono realizzare impianti in Sicilia e suo consulente per i fondi europei e nazionali, e con Giuseppe Lombardo, indagato, deputato regionale del Mpa, uno dei partiti che sostiene l’attuale governo regionale nonché nipote dell’ex presidente della regione Raffaele Lombardo”, commenta il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.
“Premesso che tutti sono da considerare innocenti fino al terzo grado di giudizio, non si può, comunque, non essere preoccupati dall’impressionante sequela di arresti, scandali e inchieste che coinvolgono l’attuale classe dirigente che sostiene Schifani che, siamo pronti a scommettere, anche su questa vicenda farà orecchie da mercante, così come ha fatto sul processo avviato nei confronti della sua assessora Elvira Amata che continua imperterrita a rimanere al proprio posto a dispetto delle accuse che pendono sulla sua testa. Che male hanno fatto i siciliani per meritare tutto questo? È arrivata l’ora di dire basta e cambiare drasticamente pagina”.
Simile la reazione del fronte PD, con il segretario regionale Anthony Barbagallo che commenta: “La corruzione è il male endemico della Regione Siciliana ed è la ‘cifra’ di questi 4 anni di governo guidato da Schifani. E aggiunge: “Siamo in una fase preliminare e dunque è doverosa la prudenza. Ma in questo momento rinnoviamo stima e fiducia per il lavoro che la procura di Palermo, guidata da un magistrato attento e intransigente quale è Maurizio de Lucia, sta portando avanti con professionalità con tutto il suo ufficio”.
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