Fotovoltaico, scontro sul mega-impianto tra Centuripe e Paternò. La Regione: “Rispettare vincoli paesaggistici”

Daniele D'Alessandro

Fotovoltaico, scontro sul mega-impianto tra Centuripe e Paternò. La Regione: “Rispettare vincoli paesaggistici”

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Daniele D'Alessandro |
venerdì 02 gennaio 2026 - 4:30
Fotovoltaico, scontro sul mega-impianto tra Centuripe e Paternò. La Regione: “Rispettare vincoli paesaggistici”

Il progetto del maxi impianto fotovoltaico tra le province di Catania ed Enna: gli ultimi...

Il progetto per il grande parco solare a cavallo tra le province di Catania ed Enna può andare avanti, ma a patto di lasciare scoperte le aree sottoposte a vincolo paesaggistico. È questa la principale condizione posta dalla Regione alla Ibvi 7, società di scopo della Ib Vogt, gruppo tedesco attivo nel settore delle rinnovabili. Rappresentata da Vittorio Francesco W. Van Ginderdeuren, 39enne di origini belghe, Ibv Vogt in Sicilia ha presentato in questi anni tanti progetti. Alcuni prevedono di sviluppare una potenza complessiva di diverse centinaia di megawatt. Come quello denominato Centuripe, che si svilupperebbe su aree agricole del centro dell’Ennese ma anche in terreni che ricadono in contrada Lazzo Vecchio, a Paternò: l’obiettivo della società, in questo caso, è quello di piazzare oltre 710mila moduli fotovoltaici su decine di ettari fino a raggiungere una potenza di 384 megawatt. A sostenere il progetto è anche la Oikos, società che in Sicilia è nota per il ruolo nel mondo dei rifiuti, con le discariche di Motta Sant’Anastasia. In questa circostanza, la Oikos è proprietaria dei terreni su cui Ibvi vuole realizzare l’impianto. Le due società hanno firmato un preliminare di compravendita.

Il Tar e la Regione

Nel corso del 2025, a esprimersi sul progetto di Ibvi è stato in due occasioni il Tar. Il tribunale amministrativo ha prima cassato il decreto con cui la Regione aveva bocciato la proposta. Alla base della sentenza c’era una valutazione: l’assessorato, e ancora prima la commissione tecnica-specialistica, si era attenuto in maniera pedissequa alla posizione espressa dalla Soprintendenza di Enna, secondo cui il progetto avrebbe un impatto esagerato sul territorio, specialmente se si considera l’effetto cumulo con altre installazioni già presenti o autorizzate. Per il Tar, la Regione avrebbe dovuto prendere una decisione e motivarla. In seguito il tribunale ha nominato un commissario chiedendo al ministero dell’Ambiente di sostituirsi all’assessorato. Quest’ultimo, però, a fine settembre ha deciso di riprendere in mano la pratica. Una mossa che poggia su un precedente pronunciamento del Consiglio di Stato: “L’amministrazione, che è risultata soccombente in sede giurisdizionale, non perde il proprio potere di provvedere, pure in presenza della nomina e dell’insediamento di un commissario ad acta al quale è conferito il potere di provvedere per il caso di sua inerzia nell’ottemperanza del giudicato […], e fino a quando lo stesso non abbia provveduto”.

La compatibilità ambientale

Acquisendo un parere della Cts rilasciato in estate, l’assessora regionale Giusi Savarino ha firmato a fine settembre un decreto con cui si dà giudizio positivo alla compatibilità ambientale del progetto, richiedendo però alcune modifiche. “Il proponente – si legge nel decreto – deve ripresentare il progetto, ridisegnato e rimodulato con la esclusione di utilizzo per posa di pannelli e altre strutture, delle aree vincolate dal piano paesaggistico di Enna. Le aree vincolate per rischio archeologico possono essere utilizzate solo a seguito di specifica autorizzazione della Soprintendenza, a seguito di adeguate indagini con esito negativo”.

La nuova conferenza di servizi

Con il via libera alla valutazione d’impatto ambientale, è ripreso l’iter per arrivare al Paur, il provvedimento autorizzatorio unico regionale. L’ultima seduta di conferenza di servizi era in programma per il 18 dicembre, ma è in quella che si è tenuta il 23 ottobre che la Ibvi si è espressa sulle ultime decisioni della Regione. A prendere la parola è stato l’amministratore Vittorio Francesco W. Van Ginderdeuren, annunciando che la società ha già impugnato il Piano paesaggistico della provincia di Enna, approvato a maggio. La società ne contesta la legittimità. Un’udienza per esaminare il ricorso è prevista il 15 gennaio. Ibvi, che si è presentata alla seduta con numerosi consulenti, tra cui Rocco Todero, legale di fiducia di Oikos, ha fatto presente di essere in procinto di contestare anche il parere della Cts e il successivo decreto dell’assessora Savarino, nella parte in cui limita l’utilizzo dei terreni a quelli non sottoposti a vincolo. A riguardo nei mesi scorsi la società aveva fatto sapere di ritenere che, in seguito al parere della Cts, il progetto “risulta gravemente falcidiato”. In particolar modo i vincoli ambientali e paesaggistici comprometterebbero “la viabilità del progetto”.

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Fonte: QdS.it