Anthony Barbagallo segretario Pd Sicilia imagoeconomicaAnthony Barbagallo segretario Pd Sicilia imagoeconomica Mauro Seminara 7 Ottobre...
“Il caso Armao è solo l’ultimo e gravissimo che riguarda questo governo. E lo ritengo, se possibile, il più grave proprio per l’incarico ricoperto, quello di esperto giuridico del presidente della Regione. Un incarico fiduciario e diretto”. Questa la premessa del segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, raggiunto dal QdS.it nel pomeriggio di discussione sulla riforma della legge elettorale alla Camera dei deputati.
“Detto questo, noi riteniamo – prosegue Anthony Barbagallo – che Schifani si doveva dimettere da tempo, fin dagli scandali che hanno riguardato Cuffaro e poi Iacolino”.
Le sorti della giunta Schifani in vista del faccia a faccia con Tajani
La sequenza di inchieste giudiziarie che ha coinvolto alte sfere della Regione Siciliana come l’ex presidente della Regione e leader della Democrazia Cristiana in Sicilia, l’ex dirigente generale del dipartimento Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale alla Salute e da ultimo il consulente giuridico della Presidenza della Regione ed ex presidente del Comitato tecnico scientifico, ha fatto vacillare pesantemente il governo siciliano che domani si riunirà per “provvedimenti più urgenti” che potrebbero tradursi in una rimodulazione se non un azzeramento della giunta in vista dell’incontro romano con Nino Minardo ed il segretario Antonio Tajani impongono al campo largo che si propone quale alternativa al centrodestra una accelerazione sui lavori.
Barbagallo sul campo progressista: “Abbiamo concordato di accelerare le procedure”
“La coalizione di centrosinistra ha deciso in modo compatto di scendere in piazza martedì 13 davanti palazzo d’Orleans per ‘invitare’ Schifani ad andarsene”, ricorda il segretario regionale del Pd anticipando così le prossime tappe della coalizione: “Stiamo affrontando un percorso che prevede diversi step: dopo avere ascoltato le proposte provenienti dai territori e dalle forze sociali abbiamo concordato di accelerare le procedure per raggiungere un programma condiviso. Poi discuteremo dei nomi”. Resta quindi il nodo del candidato alla Presidenza della Regione, oltre che di un programma condiviso e sintetizzato in modo tale da poter affrontare la fase successiva. Ma se dovessero concretizzarsi elezioni anticipate per – poco probabili – dimissioni del presidente Schifani, il campo progressista rischierebbe di farsi trovare in qualche modo impreparato.
Aut aut del Pd, nostro candidato oppure primarie
“Il Pd ha le primarie nel proprio Dna. Ci sono varie forze – spiega Barbagallo al QdS.it – che hanno espresso una proposta, altre sono già in campo. Sentiti i nostri organismi interni, anche il Pd, il partito con più consenso della coalizione, proporrà un proprio nome. Se su esso si raggiungerà una convergenza bene, viceversa si faranno le primarie. Saranno anche le evoluzioni dei fatti di questi giorni a dettare i tempi, ma ci faremo trovare pronti”. In un modo o nell’altro quindi, per il deputato nazionale Anthony Barbagallo la coalizione progressista non si farà trovare impreparata ed anzi annuncia già che il nome del candidato Pd sarà “prendere o primarie”.
Il caso del deputato questore Ars Lombardo
Da Gaetano Armao a Giuseppe Geremia Lombardo, deputato regionale di Mpa – Grande Sicilia, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo. Su Lombardo sposta invece adesso l’attenzione il Movimento 5 stelle. In particolare su uno degli incarichi in Ars che ha mantenuto dopo essersi dimesso dalle commissioni parlamentari Salute e Bilancio: quello di deputato questore dell’Assemblea. Un incarico che, secondo il gruppo M5s all’Ars, “fa a pugni con la pesante accusa di corruzione che gli pende sulla testa”.
Indennità aggiuntiva e facoltà di assunzioni per il deputato questore
Il gruppo parlamentare Cinque stelle ricorda che “come componente del collegio dei questori Lombardo percepisce una corposa indennità aggiuntiva che grava sul bilancio Ars e ha voce in capitolo su decine e decine di milioni di euro che compongono il bilancio dell’Assemblea” e che “ha inoltre facoltà di assumere collaboratori e nel corso di questa legislatura ne ha assunti, a rotazione, almeno una trentina”.
Lombardo indagato lascia il posto in Bilancio a Di Mauro indagato
Ma l’indignazione maggiore, già espressa anche dal capogruppo Antonio De Luca a margine della conferenza stampa M5s di martedì mattina, è forse quella che riguarda la Commissione Bilancio: “Poco senso ha pure la sua sostituzione – afferma il gruppo parlamentare Cinque stelle – nella seconda commissione con un altro indagato, Di Mauro, su cui pendono accuse non certo leggere, anzi. Se Schifani non fosse intento a rintuzzare il fuoco per nulla amico dei suoi e a difendere la propria poltrona, si potrebbe chiedergli di intervenire per chiedere ai Popolari e autonomisti pugno di ferro e massimo rigore, anche se difficilmente lo avrebbe fatto, visto che continua a tenere in giunta indagati e imputati e a chiudere gli occhi su tutti gli scandali del centrodestra”.
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