“Comme d’habitude” Sinatra: “My Way”

Carlo Alberto Tregua

“Comme d’habitude” Sinatra: “My Way”

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Carlo Alberto Tregua |
mercoledì 16 settembre 2026 - 6:35
“Comme d’habitude” Sinatra: “My Way”

Frank Sinatra Frank Sinatra (foto Wikipedia pubblico dominio) Carlo Alberto Tregua 16 Settembre 2026, 08:35...

16 Settembre 2026, 08:35

Un certo giorno, un famoso cantante-autore canadese, Paul Anka, ascoltò la canzone francese “Comme d’habitude”, scritta nel 1967 da Jacques Revaux. Gli piacque molto e decise di metterle il titolo “My Way” (A modo mio). Dopo la cedette a Frank Sinatra, il quale ne fece non solo la sua canzone-simbolo, ma anche il suo modo di vivere.

Perché ho citato questa curiosità, che pochi conoscono? Perché è importante che ogni persona, non appena finita l’età della giovinezza (cioè intorno ai venticinque anni), abbia un progetto di vita (Cosa farò da grande?) e anche, non meno importante, capisca come intenda condurre la propria vita, a quali valori etici e morali fare riferimento, come comportarsi nei confronti del prossimo e via enumerando.

Scegliere tra il bene e il male nella vita

In altri termini, scegliere se vivere dalla parte del bene o dalla parte del male. Nel primo caso, si opera con grande fatica, che consiste nel rispettare gli altri, profondamente e veramente, non a parole; nel secondo caso, si sceglie la strada dell’egoismo, di quel becero sentimento che avvicina gli umani agli animali e che non conduce lontano.

“My Way”. È molto difficile fare questa scelta quando si è giovani, a un quarto della propria vita, anche perché la fanciullezza fa vedere il futuro roseo, pieno di cose belle e mette da canto quelle brutte.

Pian piano che si va avanti nell’età, che si matura, che si vivono vicende anche gravose, si acquisiscono esperienze che fanno crescere il processo mentale di elaborazione. Ciò accade se contestualmente la persona si informa e legge avidamente di tutto per capire un po’ meglio come funziona il mondo.

Conoscenza e cultura per capire come funziona il mondo

Per far questo deve sapere quello che è accaduto partendo da almeno diecimila anni fa. Così scoprirà che nel 3000 a.C. i Sumeri inventarono la scrittura; che intorno al IV secolo a.C. in Oriente furono inventati i numeri moderni, in seguito diffusi dagli Arabi; che intorno al 1950 si espanse il sistema binario (0,1) ideato quasi 300 anni prima, cardine dell’informatica.

Paradossalmente bastano due soli numeri per sviluppare quell’immensità di informazioni che oggi vengono utilizzate dalla cosiddetta Intelligenza artificiale, la quale, lo ripetiamo ancora una volta, non è altro che la sommatoria di enormi hardware che contengono enormi quantità di software.

Intelligenza artificiale e diffusione delle informazioni

“My Way”. Scegliere se stare dalla parte del bene o del male, come prima si scriveva, non è semplice o forse è semplice stare dalla parte del male e difficile stare da quella del bene, forse perché in questo caso ci vogliono, lo ripetiamo, molto impegno, molta fatica, bisogna essere altruisti, rispettare il prossimo e anche avere la capacità, quando si è adulti, di dare l’esempio positivo a chi viene dopo e ai terzi.

Così si dedica la propria capacità mentale per illustrare ai giovani che cos’è la vita, come ci si deve comportare e soprattutto la questione di fondo e di sempre, ripetiamo: che cosa è il bene e che cosa è il male.

Vivere in questo modo, cioè sapendo con chiarezza se stare al di qua o al di là del Rubicone, ci ricorda la famosa frase di Giulio Cesare: “Alea iacta est”, cioè il dado è tratto. Ciò significa che quando la scelta è stata compiuta, non si torna più indietro. Ecco qual è la morale: quando una persona sceglie se stare dalla parte del bene non torna più indietro; ma se invece sceglie di stare dalla parte del male, può redimersi e passare all’altra riva.

Dare il buon esempio e vivere consapevolmente

“My Way”. Dare il buon esempio; cosa non facile, soprattutto in questo clima di esasperata diffusione degli smartphone, che fanno illudere chi li possiede di sapere tutto, mentre semplicemente costoro hanno accesso a tutte le informazioni, ma sanno poco.

Dare l’esempio è un modo impegnativo di spendere quel tempo che va dal primo vagito all’ultimo respiro. Questi due punti, primo vagito e ultimo respiro (che noi crediamo siano già scritti), dovrebbero essere chiari in ognuno di noi, così da vivere consapevolmente la propria vita.

Infatti, essendo questo tempo fissato e trascorrendo cadenzato senza alcuna dilazione, ognuno di noi dovrebbe, guardandosi dentro, decidere di vivere il meglio possibile, ove per il meglio si intende avere un rapporto con i terzi sereno, pacifico e soprattutto di servizio.

Ci auguriamo che questi elementari pensieri non vi abbiano annoiato e che abbiano costituito qualche spunto di riflessione.

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  • Editoriale

Fonte: QdS.it