Roma, 17 giu. (askanews) – Quel pranzo a quattro non ha convinto tanti nel “campo...
Roma, 17 giu. (askanews) – Quel pranzo a quattro non ha convinto tanti nel “campo largo”, la galassia ‘moderata’ si fa sentire il giorno dopo quella che ciclisticamente potrebbe essere definita la ‘fuga’ di Pd, M5s e Avs e anche tra i democratici più di uno invita ora ad allargare il perimetro perché “così non si vince”. Lo dicono Più Europa, Iv, ‘Primavera’ di Vincenzo Spadafora, ma anche Goffredo Bettini e Andrea Orlando. Con sfumature diverse, ma tutti concordi su un punto: non bastano i tre partiti riuniti ieri al tavolo di un’osteria romana.
Quello di ieri, premette Bettini, “è uno scatto in avanti che mi riempie di speranza”. Ma “è ovvio, almeno per me, che è un primo passo, al quale farne seguire altri” perché “ho ripetuto all’infinito che da sola la sinistra non basta”. Dunque “occorre allargare, includere, ospitare le culture democratiche, socialiste, repubblicane, liberali e libertarie. Mantenendo coerenza, armonia, capacità di sintesi al fine di un messaggio chiaro di cambiamento dell’Italia”. Tesi condivisa da Orlando: “L’annuncio dei leader è un primo passo molto importante dopo il quale si deve aprire ad altre forze e al complesso della società che guarda al centrosinistra”.
Angelo Bonelli assicura che “da parte nostra non esistono veti nei confronti di nessuno: il criterio è quello programmatico”, ma l’altro leader di Avs Nicola Fratoianni sembra voler ribadire che nell’alleanza ci sarà un’area ‘privè’, i soci privilegiati: “E’ normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l’onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell’opposizione”.
Filippo Sensi, senatore Pd, attinge ai ricordi per commentare con ironia: “Siamo tornati ai tempi della ‘Gad’ e della ‘Fed’…”. La ‘Fed’ era la federazione dell’Ulivo, formata da Ds, Margherita, Socialisti e Repubblicani, la ‘Gad’ era la Grande alleanza democratica che comprendeva anche Rifondazione comunista, i Comunisti italiani, l’Udeur. “Solo che – aggiunge – allora la ‘Fed’ – il nucleo guida – era riformista, ora è di sinistra-sinistra…”.
Per Riccardo Magi di Più Europa quella di ieri “è la foto anche di un anno fa. È chiaro che sia numericamente che politicamente così non si vince”. E Davide Faraone, Iv, aggiunge: “Il problema non è fare una bella foto in un ristorante ma come costruire le condizioni per vincere le elezioni: e se la coalizione alternativa a Giorgia Meloni si presenta solo con quella foto, non vince”. Anche Ernesto Ruffini sottolinea: “Se l’obiettivo è vincere le elezioni, il confronto non può esaurirsi tra chi già fa parte delle attuali coalizioni. Il tavolo al quale il centrosinistra è destinato a un confronto non ha bisogno solo di 4 gambe che lo rendano stabile”.