Redazione 19 Ottobre 2026, 08:31 Roma, 19 ott. (askanews) -La Lazio vola, la Juventus sprofonda....
Roma, 19 ott. (askanews) -La Lazio vola, la Juventus sprofonda. All’Allianz Stadium finisce 3-0 per i biancocelesti, che con le reti di Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru conquistano una vittoria netta e agganciano l’Inter in vetta alla classifica. Una prova di forza per la squadra di Gattuso, capace di colpire nei momenti chiave e di sfruttare le fragilità di una Juve lenta, poco incisiva e incapace di reagire. Per i bianconeri, fischiati dal proprio pubblico, è una sconfitta che apre interrogativi pesanti anche sul rapporto tra Spalletti e la squadra.
La Lazio ha costruito il successo con ordine, coraggio e concretezza. Dopo una prima fase equilibrata, la Juventus aveva anche trovato la via del gol con Kolo Muani, ma la rete è stata annullata per fuorigioco. I padroni di casa hanno provato a prendere campo, senza però riuscire a dare continuità alla manovra. Al tra le difficoltà bianconere è emersa la maggiore lucidità degli ospiti, passati in vantaggio con Provstgaard, bravo a sfruttare di testa il cross di Zaccagni. Prima dell’intervallo, la Lazio ha sfiorato anche il raddoppio, salvata dalla traversa sulla conclusione di Tavares deviata da Bremer.
Spalletti ha provato a cambiare la partita inserendo Woltemade a inizio ripresa e passando al doppio centravanti. La Juve ha avuto una buona occasione, ma si è esposta agli spazi concessi agli avversari. Al 66′ Isaksen ha firmato il raddoppio con un sinistro preciso sul palo lontano, poi nel finale Dele-Bashiru ha chiuso i conti in contropiede, completando una serata da dimenticare per i bianconeri.
Gattuso si gode una squadra che sembra aver trovato identità e fiducia. “Si è creata una grande famiglia e lavoriamo benissimo” ha spiegato il tecnico, attribuendo il merito ai giocatori e allo staff. “Abbiamo fatto un mercato con pochi soldi cercando bravi ragazzi e di formare un bel gruppo”. Il primato, condiviso con l’Inter, non cambia però l’approccio dell’allenatore: “Ora testa al Parma, dobbiamo pensare partita dopo partita. Così forse possiamo sorprendere”. Gattuso ha sottolineato soprattutto la crescita mentale della squadra, capace di soffrire e di continuare a cercare la giocata offensiva, riconoscendo che c’è ancora margine per migliorare nella gestione dei momenti difficili.
Dall’altra parte, Spalletti non ha nascosto la delusione. “Una Juve senza ritmo, senza idee, senza corsa, senza disponibilità: ci sono molti atteggiamenti che non mi sono piaciuti”, ha detto il tecnico bianconero, costretto a seguire la partita dalla tribuna per squalifica. La stanchezza per gli impegni ravvicinati non basta a spiegare una prestazione così negativa: “Siamo stati lenti sia di gambe che di testa. Se arrivi tardi non ci sono tattiche né sistemi di gioco se non ci si mette un po’ di ritmo e un po’ di cuore”.
Il passaggio più delicato riguarda il rapporto con il gruppo. Alla domanda se i giocatori lo seguano ancora, Spalletti ha risposto: “Fino a ieri avrei detto di sì, oggi non lo so. Penso di sì, ma devo ripensare a quello che ho fatto”. Parole che raccontano tutta la difficoltà del momento juventino, mentre anche il portiere Vicario ha richiamato i compagni alle proprie responsabilità, invitandoli ad accettare i fischi della curva. La Lazio guarda in alto, la Juventus deve invece ritrovare in fretta gioco, carattere e certezze.
