Ars in vacanza, partiti in fibrillazione: l’estate che può cambiare gli equilibri in Sicilia

Mauro Seminara

Ars in vacanza, partiti in fibrillazione: l’estate che può cambiare gli equilibri in Sicilia

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Mauro Seminara |
sabato 01 agosto 2026 - 11:46
Ars in vacanza, partiti in fibrillazione: l’estate che può cambiare gli equilibri in Sicilia

Ars, foto di Mauro SeminaraArs - foto di Mauro Seminara Mauro Seminara 1 Agosto 2026,...

1 Agosto 2026, 13:46

L’Assemblea regionale siciliana ha già un piede in vacanza, anche se formalmente il primo giorno di chiusura per la pausa estiva sarà lunedì 11 agosto e martedì prossimo Sala d’Ercole è stata comunque convocata. Una convocazione per interrogazioni parlamentari della rubrica Territorio e Ambiente, nel corso della quale si dovrebbe iniziare con Giusi Savarino, assessore al ramo, che risponde a una richiesta di notizie urgenti datata 22 novembre 2024. Le attività ispettive di interrogazioni ed interpellanze dell’Ars sembrano sempre più tappabuchi in agenda. Di contro, con il numero di interrogazioni a risposta orale depositate, non se ne verrebbe a capo neanche dedicando due giorni a settimana a tale attività parlamentare.

Sulla questione si era soffermato mercoledì il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, sottolineando come nel corso dell’attuale legislatura siano aumentate sensibilmente le interrogazioni a risposta orale rispetto alla XVII legislatura. Da insediamento deputazione regionale fino quasi a fine luglio sono state depositate 3.633 interrogazioni delle quali 2.528 con richiesta di risposta orale. Si tratta di 1.671 in più rispetto allo stesso periodo della precedente legislatura. Una spettacolarizzazione delle richieste di chiarimenti che talvolta non vedono poi neanche il deputato interrogante presente in Aula quando arriva il momento dell’attività ispettiva dedicata. Nel solo ultimo anno ne sono state presentate 1.479 delle quali 1.117 con richiesta di risposta orale in Aula. Ne sono state concluse soltanto 65.

Ars in pausa estiva, gli appuntamenti del rientro

Sala d’Ercole non ha comunque altro da trattare prima della pausa estiva e anche le commissioni si accingono alla sosta. Per la riapertura dell’attività parlamentare di Palazzo dei Normanni si attende una conferenza dei capigruppo con il presidente che anticiperà la previsione per la variazione di bilancio e definirà con i gruppi parlamentari l’agenda. Manovrina oppure altri disegni di legge, tutto dipenderà da come saranno trascorse le vacanze che quest’anno non saranno di quieto relax neanche per gli onorevoli siciliani. Al contrario, la sosta parlamentare consentirà – e imporrà – una intensa attività politica tra i partiti e anche tra i singoli deputati, siciliani e non, di centrodestra e di centrosinistra con trasversale apprensione per il centro.

I partiti in fibrillazione

Le voci nei palazzi circolano, anche laddove nessuno ha interesse a che ciò accada. Circolano infatti quelle sul centrodestra come quelle sul cosiddetto campo largo. Il nostro giornale ha dato notizia ai propri lettori, in tempi non sospetti, dell’intensa attività di Sud chiama Nord per dare asilo ai democristiani orfani di Totò Cuffaro. Oggi le anticipazioni riguardano invece una attività opposta e contraria, perché riguarda il campo largo e il non volere invece del cercare. Nel caso specifico pare essere Controcorrente, il movimento fondato da Ismaele La Vardera, a non volere e il poco gradito si chiama Partito Democratico. Partito che in Sicilia aveva già problemi interni di unità e che adesso potrebbe averli anche in coalizione.

La Vardera ha ufficializzato l’adesione al Progetto civico Italia fondato da Alessandro Onorato con il quale porta Controcorrente fuori dai ristretti confini siciliani ma che lo allontana dalle posizioni del Partito democratico di cui il “movimento dei sindaci” sarà antagonista nella stessa area politica. Nel frattempo il “partito dei sindaci”, di Cateno De Luca, il “sindaco di Sicilia”, cerca la strada per far valere a Roma i propri voti siciliani e ottenere qualche parlamentare nella capitale. Per farlo deve però trovare alleati e non azionisti di capitale (elettorale). In comune, Cateno De Luca e il suo “figlioccio politico” Ismaele La Vardera, sentendo a taccuino chiuso gli alleati ed i potenziali alleati, pare abbiano una scarsa propensione verso la tavola rotonda di Re Artù.

La Democrazia Cristiana ha invece palesato, lunedì, la propria posizione in merito a una specifica proposta di alleanza in lista dedicata lanciata da Cateno De Luca: “Le recenti iniziative in merito al confronto tra le aree centriste, sebbene lodevoli e benché poco credibili perché promosse da un noto individualista, sembrano al momento ambigue e non chiariscono con certezza un presupposto fondamentale e imprescindibile: la collocazione nel centrodestra”. La collocazione d’area è quindi in discussione, e non soltanto per i democristiani che hanno ottenuto un incontro con il presidente Renato Schifani, adesso vuole garanzie e chiede conto e ragione dei vantaggi che Mpa Grande Sicilia ha avuto malgrado la costante lealtà del gruppo guidato da Carmelo Pace all’Ars e la frequente opposizione degli autonomisti di Raffaele Lombardo. Mpa è in giunta, con due assessori, Dc lo è ancora ma ha un assessorato in meno.

In attesa della prossima tornata elettorale

Per decidere quale sarà l’agenda dell’Ars al rientro dalla pausa estiva occorre quindi stabilire chi sta con chi potendo così prevedere le sorti dei disegni di legge una volta giunti a Sala d’Ercole. Parallelamente, il campo largo, progressista o come dir si voglia, deve inquadrare il proprio percorso durante la stessa pausa estiva per avviare poi una attività politica condivisa anche all’Ars.

Allo stato attuale però ci sono quattro candidati alla Presidenza della Regione. Nel centrodestra si è reso (nuovamente) disponibile Cateno De Luca e non è ancora noto il nome del candidato che sceglieranno comunque Forza Italia e Fratelli d’Italia. Nel centrosinistra sono in corsa Ismaele La Vardera, che i bookmaker danno comunque in corsa solitaria, ed uno tra Nuccio Di Paola del Movimento 5 Stelle e Antonello Cracolici del Partito Democratico. Quest’ultimo sarebbe la figura autorevole e “confederante” con cui le due correnti del Pd siciliano potrebbero ritrovare l’unione. Ma su tutto pende comunque una ghigliottina: le sorti degli accordi politici siciliani dipendono dalla data delle regionali e dalla legge elettorale nazionale per le politiche con l’eventuale superamento dei collegi elettorali.

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Fonte: QdS.it