Al via la legge sulla trasparenza salariale, dal 7 giugno in tutta Europa. Ecco cosa prevede

Martina Tolaro

Al via la legge sulla trasparenza salariale, dal 7 giugno in tutta Europa. Ecco cosa prevede

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Martina Tolaro |
giovedì 16 aprile 2026 - 17:23
Al via la legge sulla trasparenza salariale, dal 7 giugno in tutta Europa. Ecco cosa prevede

foto da FreepikLegge sulla trasparenza salariale Roma – Scatta il conto alla rovescia per le...

Roma – Scatta il conto alla rovescia per le aziende europee: dal prossimo 7 giugno 2026, la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza salariale entrerà in vigore in tutta Europa, imponendo nuovi standard di trasparenza che, se ignorati, espongono le imprese a rischi legali concreti. Benché l’Italia sia avanti nell’implementazione della direttiva, l’allarme resta alto: solo il 7% delle aziende europee ha un piano ben strutturato (Mercer, 2026). Nel nostro Paese, il divario salariale di genere nel settore privato si avvicina al 20%, una disparità che la nuova normativa mira a eliminare.

Obblighi principali introdotti dalla direttiva

Gli obblighi principali sono la trasparenza nella fase di selezione: gli annunci di lavoro dovranno includere la RAL o una fascia retributiva specifica, indipendentemente dal canale di pubblicazione, e sarà vietato chiedere ai candidati il loro storico retributivo. Il diritto all’informazione durante il rapporto di lavoro: i lavoratori potranno richiedere per iscritto il proprio livello retributivo, i livelli medi per genere nelle categorie equivalenti e i criteri utilizzati per determinare i salari, inoltre, il datore di lavoro avrà due mesi per rispondere, senza bisogno di rappresentanza sindacale.

I rapporti periodici sul divario salariale: le aziende con oltre 250 dipendenti dovranno pubblicare rapporti annuali, mentre quelle con 100-249 dipendenti, ogni tre anni; la prima scadenza è fissata per il 31 gennaio 2028 e saranno esentate le aziende con meno di 100 dipendenti; la correzione obbligatoria dei divari superiori al 5%: qualsiasi divario non giustificato da criteri oggettivi richiederà una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori e l’obbligo di un piano correttivo. Le sanzioni e i meccanismi per garantire la parità retributiva: la direttiva non specifica importi di sanzioni (ogni Stato membro definirà il proprio regime), ma impone il risarcimento integrale al lavoratore e l’inversione dell’onere della prova: spetta all’azienda dimostrare che le differenze salariali sono giustificate.

Prepararsi per il primo ciclo di rapporti obbligatori

Bizneo HR, il software gestionale per le risorse umane, avverte che l’errore principale delle aziende è confondere la data di giugno con la vera scadenza di preparazione. “Il problema non è il 7 giugno: è il primo ciclo di rapporti del 2028. Da quel momento, i dati retributivi devono essere raccolti, organizzati e segmentati correttamente per due anni”, dichiarano dall’azienda. Rispettare queste scadenze richiede sistemi centralizzati per la gestione della compensazione, selezione e reportistica, senza dipendere da fogli di calcolo o strumenti manuali.

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Fonte: QdS.it