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“Il mare colore dei libri”, a Marsala focus sulle saline e sul rapporto tra uomo e natura

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sabato 19 settembre 2026 - 9:50

Al CEA Lilibeo un incontro dedicato alle saline e alla tutela del territorio

Marsala – Le saline raccontano il territorio attraverso il rapporto, antico e delicato, tra uomo e natura. È stato questo uno dei temi centrali dell’incontro “Dove il mare diventa sale”, svoltosi venerdì 18 settembre a Marsala nell’ambito del Festival dei libri e della cultura “Il mare colore dei libri – Pagine in cammino”.

L’appuntamento, promosso dal CEA Lilibeo, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo ambientalista e delle associazioni impegnate nella valorizzazione delle aree protette e nel percorso della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”.

Al centro del confronto la necessità di conoscere e rispettare i limiti degli ecosistemi, promuovendo un modello nel quale le attività umane possano convivere con la tutela della biodiversità e del paesaggio.

I partecipanti all’incontro

Sono intervenuti Luisa Tumbarello, educatrice ambientale e referente del CEA Lilibeo; Francesco Picciotto, del Servizio Aree Naturali Protette, Siti Natura 2000 e Sviluppo Sostenibile della Regione Siciliana; Silvana Piacentino, direttrice della Riserva Naturale Orientata WWF “Saline di Trapani e Paceco”; Cesarina Perrone, del Club per l’UNESCO Marsala; Carlo Incammisa, del Club per l’UNESCO Trapani; e Antonino Rallo, del Gruppo Giovani a sostegno della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”.

L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di consolidamento della collaborazione già avviata tra la Riserva Naturale, il CEA Lilibeo, i Club per l’UNESCO e il Gruppo Giovani.

L’Educazione alla Terra al centro del confronto

Uno spazio importante dell’incontro è stato dedicato da Francesco Picciotto al concetto di Educazione alla Terra.

L’approccio illustrato supera la semplice trasmissione di nozioni ambientali e punta invece sul coinvolgimento diretto delle persone attraverso esperienza, sensi, esplorazione, partecipazione ed emozioni.

L’obiettivo è favorire una percezione diversa della natura: non qualcosa di separato dall’uomo, ma il sistema del quale ogni persona fa parte e dal quale dipende.

Picciotto ha ripreso alcuni temi affrontati già lo scorso 5 giugno, sempre al CEA Lilibeo, durante una giornata interamente dedicata all’Educazione alla Terra e all’Interpretazione Ambientale.

Il concetto di “limite” nella gestione delle aree protette

Nel corso dell’incontro è emersa con forza una parola: limite.

Il WWF Italia, ente gestore della Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere che ogni ecosistema possiede una propria capacità di sostenere le pressioni generate dalle attività umane.

Il concetto di limite, in questa prospettiva, non viene interpretato soltanto come divieto o impedimento, ma come elemento indispensabile per garantire la conservazione di ambienti fragili.

Non tutte le attività, infatti, possono essere svolte ovunque e senza condizioni. La sfida consiste nel comprendere quali possano proseguire senza compromettere gli equilibri naturali che costituiscono il valore stesso di un territorio.

Le saline come esempio di convivenza tra uomo e natura

Le saline della Sicilia occidentale rappresentano, secondo quanto emerso durante il confronto, un caso particolarmente significativo.

Il paesaggio è stato modellato nei secoli dall’attività dell’uomo attraverso l’utilizzo del sole, del vento e dell’acqua marina per la produzione del sale.

Allo stesso tempo, questo sistema produttivo ha contribuito a creare e mantenere ambienti di particolare interesse naturalistico, oggi fondamentali per numerose specie vegetali e animali e soprattutto per l’avifauna.

Le saline raccontano il territorio proprio attraverso questa doppia dimensione: luogo di lavoro e attività economica, ma anche zona umida di grande rilevanza per la biodiversità.

Per il WWF non si tratta quindi di contrapporre automaticamente l’uomo alla natura, bensì di individuare un equilibrio capace di garantire la continuità delle attività compatibili senza compromettere il patrimonio ambientale.

La candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”

Il confronto ha dedicato ampio spazio anche al percorso della candidatura MaB UNESCO “Saline di Sicilia”.

Il programma Man and the Biosphere pone al centro proprio il rapporto tra comunità umane e biosfera. In questa prospettiva, la candidatura viene considerata dai promotori non soltanto come un possibile riconoscimento del valore naturalistico e paesaggistico delle saline, ma anche come occasione per costruire una visione condivisa del loro futuro.

Un percorso che dovrebbe coinvolgere istituzioni, comunità locali, giovani, operatori economici, associazioni e soggetti impegnati nella tutela ambientale.

Gli interventi di Cesarina Perrone, Carlo Incammisa e Antonino Rallo hanno sottolineato proprio il valore della partecipazione e l’importanza di creare una comunità maggiormente consapevole del patrimonio delle saline.

Il ruolo delle scuole e delle nuove generazioni

Una particolare attenzione è stata dedicata alle nuove generazioni.

Secondo i partecipanti, la conoscenza del territorio rappresenta uno degli strumenti principali per costruire una cultura della tutela. Da qui il ruolo delle scuole e dei percorsi di educazione ambientale.

Conoscere una zona umida significa comprenderne non soltanto la bellezza, ma anche la fragilità e gli equilibri che ne permettono la conservazione.

L’Educazione alla Terra assume così un ruolo centrale: non limitarsi a spiegare l’ambiente, ma aiutare le persone a sentirsi parte di esso e a comprendere le conseguenze che le scelte individuali e collettive possono produrre.

Una rete per la tutela delle saline

L’incontro di Marsala ha rafforzato il lavoro condiviso tra soggetti diversi che operano nel territorio.

La Riserva Naturale Orientata Saline di Trapani e Paceco, il CEA Lilibeo, i Club per l’UNESCO e il Gruppo Giovani stanno infatti collaborando nell’ambito del percorso legato alla candidatura MaB UNESCO.

Per il WWF Italia, la conservazione delle zone umide non può essere considerata un risultato acquisito una volta per tutte.

Richiede invece attenzione costante, conoscenza, partecipazione e una comunità capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Il messaggio conclusivo dell’incontro può essere sintetizzato proprio in questo concetto: custodire un territorio significa anche riconoscerne i limiti.


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