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Carburante alle stelle in Sicilia, tra i più alti d’Italia. CNA Trapani: «Il sistema produttivo rischia il collasso»

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sabato 05 settembre 2026 - 12:00

CNA Trapani denuncia le conseguenze dei rincari sulle imprese

TRAPANI – In Sicilia il carburante costa troppo e i rincari rischiano di mettere in seria difficoltà l’intero sistema produttivo dell’Isola. A lanciare l’allarme è la CNA di Trapani, che richiama l’attenzione soprattutto sulle conseguenze per le imprese agricole e dell’autotrasporto.

Secondo i dati riportati dall’associazione e riferiti al 4 settembre 2026, in Sicilia si registrano prezzi tra i più alti d’Italia. La situazione più pesante riguarda le isole minori, dove ai rincari generali si aggiungono gli svantaggi legati ai trasporti e alla distanza.

A Pantelleria prezzi vicini ai tre euro al litro

A Pantelleria, secondo quanto comunicato da CNA Trapani, la benzina oscilla tra 2,589 e 2,789 euro al litro. Il diesel viene invece venduto a prezzi compresi tra 2,699 e 2,899 euro al litro.

Valori sensibilmente superiori rispetto alle medie nazionali citate dall’associazione sulla base dei dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

La benzina, alla data indicata, avrebbe raggiunto una media di 2,046 euro al litro sulla rete stradale e di 2,134 euro in autostrada. Per il diesel vengono riportati valori medi di 2,157 euro sulla rete stradale e di 2,233 euro in autostrada.

Agricoltura e autotrasporto tra i settori più colpiti

CNA Trapani definisce l’aumento un aggravio insostenibile per le imprese siciliane. I rincari si aggiungono agli elevati costi logistici e alle carenze infrastrutturali che penalizzano da tempo il sistema produttivo dell’Isola.

Le conseguenze riguardano in modo particolare le aziende agricole e quelle dell’autotrasporto. L’aumento del carburante produce però effetti anche sugli altri comparti economici.

«A farne le spese sono soprattutto le aziende che, date le gravi criticità della rete ferroviaria e dei collegamenti portuali, sono costrette a ricorrere al trasporto su gomma per movimentare merci e prodotti», spiegano il segretario e il presidente di CNA Trapani, Francesco Cicala e Giuseppe Orlando.

Il costo del carburante incide sia sulle materie prime in ingresso sia sui prodotti che le imprese della provincia devono trasferire verso il resto d’Italia. Questo determina un ulteriore aumento dei costi di produzione e distribuzione.

«Il sistema produttivo rischia il collasso»

Secondo i vertici di CNA Trapani, il quadro attuale potrebbe compromettere ulteriormente la tenuta del tessuto economico siciliano.

«Se ai costi già elevati legati alla condizione insulare si aggiunge anche un prezzo del carburante così alto, il rischio è quello di arrivare al collasso del nostro sistema produttivo», affermano Cicala e Orlando.

L’associazione propone anche un confronto con Malta. Secondo i dati citati nel comunicato, un pieno di 60 litri di gasolio nell’isola costerebbe circa 56 euro in meno rispetto all’Italia, con una differenza del 44%.

Per CNA Trapani, questo confronto dimostra che le misure adottate finora dal Governo nazionale non sono sufficienti per affrontare il problema.

I rincari pesano anche su famiglie e lavoratori

Il caro carburante arriva dopo anni segnati dall’aumento dei prezzi delle materie prime, dei trasporti e del costo della vita.

«L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto di famiglie e lavoratori, mentre gli introiti di imprese e lavoratori sono rimasti pressoché gli stessi», sottolineano Cicala e Orlando.

L’aumento dei costi energetici e logistici si trasferisce inevitabilmente anche sui prezzi finali. Le difficoltà delle imprese finiscono quindi per coinvolgere i consumatori e l’intera economia del territorio.

La richiesta alla Regione Siciliana

CNA Trapani chiede alla Regione Siciliana di intervenire con urgenza e di rappresentare al Governo nazionale gli svantaggi strutturali derivanti dalla condizione di insularità.

L’appello è rivolto anche al presidente della Regione, Renato Schifani. L’associazione chiede misure concrete a sostegno delle aziende e dei cittadini siciliani.

«Essere un’isola significa affrontare svantaggi strutturali che non possono essere ignorati», concludono i vertici della CNA trapanese.

L’associazione sollecita un intervento immediato dello Stato. Le misure richieste dovrebbero compensare i maggiori costi che gravano sul sistema produttivo siciliano e ridurre il divario con le altre regioni italiane.


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