Lilibeo entra nell’era digitale
MARSALA – Lilibeo entra nell’era digitale con un incontro internazionale dedicato alle nuove frontiere dell’archeologia e della gestione del patrimonio culturale.
Martedì 15 e mercoledì 16 settembre 2026, il Parco archeologico di Lilibeo-Marsala ospiterà “Dal mare alle reti. Lilibeo e le sfide del Mediterraneo antico nell’era digitale”.
Il programma comprende una conferenza internazionale, l’inaugurazione di una mostra fotografica sul relitto preistorico di Zambratija e un laboratorio pratico sulla modellazione dei dati archeologici.
Archeologia e nuove tecnologie a confronto
Scavi, ricognizioni territoriali, analisi scientifiche, fotografie tridimensionali, cartografie digitali e fonti storiche producono oggi una quantità crescente di informazioni.
Questi dati possono offrire nuove possibilità alla ricerca, ma spesso rimangono suddivisi tra progetti, istituzioni e sistemi informatici differenti.
L’incontro di Marsala affronterà quindi le principali difficoltà legate all’organizzazione, alla conservazione, alla condivisione e al riutilizzo delle informazioni archeologiche.
Parteciperanno specialisti di archeologia, patrimonio culturale, informatica, discipline umanistiche digitali e scienze dell’informazione.
Che cosa sono i principi FAIR
Una parte centrale della conferenza sarà dedicata ai principi FAIR, un modello internazionale per la gestione dei dati scientifici.
L’acronimo indica quattro caratteristiche fondamentali. I dati devono risultare reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili.
In termini concreti, le informazioni prodotte da uno scavo dovrebbero poter essere individuate, comprese e confrontate anche da ricercatori che lavorano in altre istituzioni o su altri territori.
L’adozione di standard comuni può favorire la collaborazione tra progetti, la conservazione a lungo termine e nuove ricerche su scala mediterranea.
Scienza aperta e intelligenza artificiale
La conferenza analizzerà anche il contributo della scienza aperta, delle tecnologie semantiche e dell’intelligenza artificiale.
Le tecnologie semantiche permettono di descrivere le informazioni e le relazioni tra reperti, luoghi, periodi storici e attività umane secondo modelli condivisi.
L’intelligenza artificiale può invece aiutare a classificare grandi quantità di dati, individuare collegamenti e sostenere alcune fasi dell’analisi.
Il confronto riguarderà anche i limiti e le condizioni necessarie per utilizzare questi strumenti in modo scientificamente corretto.
L’obiettivo non consiste nel sostituire il lavoro degli archeologi, ma nel fornire nuovi strumenti per collegare e interpretare le informazioni.
La conferenza nella sala Maria Luisa Famà
La conferenza internazionale si svolgerà martedì 15 settembre, dalle 9.30 alle 17, nella sala “Maria Luisa Famà” del Museo archeologico regionale Lilibeo-Marsala, sul Lungomare Boeo.
Studiosi internazionali presenteranno esperienze e prospettive sulla digitalizzazione dell’archeologia, sulla gestione del patrimonio culturale e sulle infrastrutture della ricerca.
La lingua ufficiale della conferenza sarà l’inglese, come indicato nella pagina ufficiale dell’incontro.
La partecipazione sarà gratuita fino all’esaurimento dei posti disponibili.
La mostra sul relitto di Zambratija
Alle ore 18, nella sala Honor Frost, verrà inaugurata una mostra fotografica dedicata al relitto di Zambratija.
L’imbarcazione preistorica è stata rinvenuta nell’omonima baia lungo la costa istriana della Croazia. Il ritrovamento rappresenta una testimonianza di particolare importanza per lo studio della navigazione antica nel Mediterraneo.
Una serie di pannelli illustrati ripercorrerà le diverse fasi della scoperta, dello scavo e del restauro.
I componenti del gruppo internazionale di ricerca accompagneranno il pubblico nella conoscenza delle tecniche costruttive e del contesto archeologico del relitto.
Anche la partecipazione all’inaugurazione sarà gratuita fino all’esaurimento dei posti.
Una testimonianza della navigazione preistorica
Il relitto di Zambratija permette di studiare le capacità tecniche e le conoscenze nautiche sviluppate dalle comunità preistoriche.
L’imbarcazione presenta una tecnica costruttiva a fasciame cucito. Le diverse parti lignee venivano unite attraverso legature, secondo un sistema utilizzato prima della diffusione delle tecniche navali più tarde.
La mostra consentirà al pubblico di osservare le immagini delle attività subacquee e delle operazioni necessarie a documentare e conservare il reperto.
Il racconto collegherà così l’archeologia navale, il lavoro dei sommozzatori e le nuove tecnologie applicate alla ricerca.
Il laboratorio con il software Protégé
Mercoledì 16 settembre, dalle 9.30 alle 15.30, si terrà un laboratorio pratico sulla modellazione semantica e ontologica dei dati archeologici.
I partecipanti utilizzeranno Protégé, un software open source sviluppato per creare e gestire ontologie.
Un’ontologia informatica organizza concetti, categorie e relazioni in una struttura comprensibile e utilizzabile da sistemi e ricercatori differenti.
Durante il laboratorio verranno impiegati dati archeologici reali. I partecipanti impareranno a trasformare informazioni raccolte in tabelle in risorse strutturate e interoperabili.
A chi è rivolto il laboratorio
L’attività è destinata soprattutto agli studenti dei corsi di laurea magistrale, ai dottorandi, ai giovani ricercatori, agli archeologi e ai professionisti dei musei e del patrimonio culturale.
Possono partecipare anche studiosi delle discipline umanistiche digitali e persone interessate alla gestione semantica delle informazioni.
Non sono richieste precedenti conoscenze di programmazione, ontologie o tecnologie del web semantico.
Il laboratorio si svolgerà in italiano, con assistenza disponibile anche in inglese e francese.
Soltanto dieci posti disponibili
La partecipazione al laboratorio è gratuita, ma il numero massimo è fissato in dieci persone.
La limitazione consentirà di mantenere un’impostazione interattiva e di offrire un supporto diretto durante le esercitazioni.
È necessario compilare il modulo di preiscrizione. Il comitato organizzatore esaminerà le richieste e comunicherà via email la conferma alle persone selezionate.
Il programma, i contenuti didattici e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito del progetto Frontiers Inside Roman Sicily.
Il gruppo internazionale di studiosi
L’incontro è organizzato da Fabrizio Ducati dell’Aix-Marseille Université e del Centre Camille Jullian; Tomoo Mukai del CNRS e del Centre Camille Jullian; Roger J. A. Wilson della University of British Columbia; e Maria Grazia Griffo del Parco archeologico di Lilibeo-Marsala.
La collaborazione unisce istituzioni scientifiche europee e nordamericane con il museo e il territorio marsalese.
Lilibeo diventa così sede di un confronto internazionale sul futuro della documentazione archeologica e sulla possibilità di mettere in relazione le conoscenze prodotte nel Mediterraneo.
Il progetto europeo FIRS
L’iniziativa nasce nell’ambito di “Frontiers Inside Roman Sicily”, progetto dedicato alla cultura, all’economia e alla società siciliana tra la tarda antichità e il primo periodo bizantino.
FIRS riceve un finanziamento europeo attraverso il programma Horizon Europe – Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships.
L’incontro beneficia inoltre del sostegno dell’Università Italo-Francese attraverso il secondo Label Scientifico 2025.
Le due giornate mirano a costruire un dialogo tra lo studio del Mediterraneo antico e gli strumenti che guideranno l’archeologia del futuro.
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