Giornata del Rifugiato, Badia Grande protagonista a Marsala
Marsala – La Giornata del Rifugiato è diventata a Marsala un percorso di sport, incontri, musica, sapori e testimonianze. La cooperativa sociale Badia Grande ha dedicato due giorni al valore dell’accoglienza, coinvolgendo beneficiari del progetto SAI Marsala, istituzioni, associazioni e cittadini.
L’edizione 2026, intitolata “Il senso del Coraggio”, ha reso omaggio al tema scelto dal Servizio Centrale del Sistema Accoglienza Integrazione. Il messaggio è stato chiaro: l’accoglienza non è soltanto un servizio, ma un cammino fatto di relazioni, ascolto, autonomia e futuro.
La manifestazione si è chiusa nell’atrio del Palazzo Municipale, trasformato per una sera in un luogo di incontro tra culture, storie e comunità.
Giornata del Rifugiato tra sport e integrazione
La due giorni si è aperta venerdì mattina alla palestra Fortunato Bellina, dove si è svolto un torneo di pallavolo misto. In campo sono scesi i beneficiari dei centri di accoglienza del progetto SAI insieme alla dirigenza della Marsala Volley Project.
Per oltre due ore, il campo da gioco è diventato uno spazio neutro, dove contavano collaborazione, rispetto e voglia di stare insieme. Lo sport ha mostrato così il suo volto più autentico: un linguaggio semplice, diretto e capace di superare distanze, provenienze e differenze.
Il torneo ha aperto il programma con un messaggio concreto. L’integrazione non nasce solo dai discorsi, ma anche da gesti quotidiani, da una squadra che si forma, da una partita giocata insieme e da un gruppo che impara a riconoscersi.
Il Palazzo Municipale diventa villaggio dell’accoglienza
Sabato, la macchina organizzativa di Badia Grande si è spostata nell’atrio del Palazzo Municipale di via Garibaldi, trasformato per l’occasione in un vero villaggio dell’accoglienza.
Grande partecipazione per il percorso sensoriale “Il senso dell’immigrazione”, pensato come un viaggio attraverso i cinque sensi. Centinaia di persone hanno attraversato postazioni interattive, lasciandosi guidare da immagini, suoni, profumi, sapori e oggetti.
Il pubblico ha potuto osservare immagini legate ai viaggi della speranza, ascoltare voci e storie lontane, annusare spezie e incensi, assaggiare pietanze tipiche, toccare oggetti di artigianato etnico e lasciare un segno colorato sulla tela dell’albero della vita.
Alla fine del percorso, i partecipanti hanno ricevuto un simbolico passaporto dei sensi. Un modo semplice ma efficace per ricordare che comprendere l’altro significa anche avvicinarsi alla sua storia con attenzione, curiosità e rispetto.
Il talk istituzionale moderato da Ninni Cannizzo
Poco dopo le 18.30 ha preso il via il talk istituzionale, moderato dalla giornalista Ninni Cannizzo. I saluti iniziali sono stati affidati a Greta Margagliotti, vicepresidente della Cooperativa Badia Grande, e all’assessore Daniele Nuccio, che ha ricordato la vocazione solidale di Marsala, città aperta ai popoli del Mediterraneo.
Il dibattito si è articolato su più livelli. A rappresentare il piano locale è intervenuta l’assessore Anna Caliò. Per il livello regionale è intervenuto il deputato Dario Safina, mentre per quello nazionale ha partecipato la deputata Giovanna Iacono.
Dagli interventi è emersa una linea comune: bisogna combattere il caporalato, affrontare l’emergenza abitativa e garantire servizi adeguati. L’accoglienza, infatti, non può fermarsi al primo aiuto. Deve accompagnare le persone verso autonomia, lavoro, casa e piena inclusione.
Accoglienza, autonomia e formazione
Durante il confronto hanno portato il proprio contributo anche Salvatore Inguì di Libera Marsala e Albert Kalenda Kabongo, mediatore culturale della Cooperativa Badia Grande. Entrambi hanno insistito sull’importanza di un’accoglienza capace di accompagnare i beneficiari fino all’autonomia.
Il tema è concreto. Vitto e alloggio sono necessari, ma non bastano. Servono formazione, istruzione, strumenti professionali e percorsi di inserimento sociale. Proprio in questa direzione va il protocollo d’intesa tra Badia Grande e il Consorzio Universitario Unisom, illustrato da Stefano Boca, docente UNIPA.
Il protocollo consentirà a 50 giovani migranti del Progetto SAI Marsala di partecipare a un corso di formazione in agricoltura, gastronomia e turismo. Si tratta di settori importanti per il territorio e capaci di offrire competenze utili per costruire percorsi di autonomia.
Per approfondire il sistema nazionale di accoglienza è possibile consultare il sito della Rete SAI
Le testimonianze in videoconferenza
Il talk si è arricchito anche di collegamenti in videoconferenza. La sociologa Ignazia Bartholini ha proposto una riflessione sull’inclusione vissuta attraverso i cinque sensi, richiamando l’idea che l’accoglienza non possa restare astratta, ma debba diventare esperienza concreta.
Forte anche il contributo di Leonardo Stabile e Agata Novara, dell’equipaggio della Safira, che hanno raccontato le loro missioni di salvataggio in mare. Le immagini mostrate durante il collegamento hanno colpito il pubblico e hanno riportato al centro il dramma dei viaggi, dei naufragi e delle vite sospese nel Mediterraneo.
Un altro contributo è arrivato da Fabrizio Fonte, sindaco di Custonaci, che ha raccontato la propria esperienza positiva di integrazione dei migranti nella comunità.
Musica, sapori e comunità nell’atrio del Municipio
Terminata la parte istituzionale, l’atrio del Municipio si è trasformato in un palcoscenico musicale con l’esibizione della LIBERA Orchestra Popolare Marsala. Il gruppo ha attraversato generi e tradizioni, coinvolgendo il pubblico fino alla conclusione con “Bella Ciao” cantata insieme dai presenti.
La serata è proseguita con un ricco catering, che ha permesso ai partecipanti di continuare a dialogare davanti a piatti capaci di mescolare sapori italiani e internazionali. Anche il cibo, in questo contesto, è diventato linguaggio di incontro e condivisione.
L’intera manifestazione è stata raccontata in diretta da Core TV e Zak Web Radio, contribuendo a diffondere il messaggio dell’iniziativa oltre i confini dell’atrio municipale.
Badia Grande e il valore dell’accoglienza
Con questa iniziativa, Badia Grande ha mostrato una visione precisa dell’accoglienza. Non un costo, ma un investimento sul futuro di tutti. Non un tema da affrontare soltanto nell’emergenza, ma un percorso che riguarda la qualità della convivenza e il modo in cui una comunità sceglie di guardare chi arriva da lontano.
La Giornata del Rifugiato a Marsala ha messo insieme parole e gesti, istituzioni e cittadini, sport e musica, percorsi sensoriali e testimonianze forti. Il risultato è stato un racconto corale, in cui il coraggio non è stato rappresentato come qualcosa di astratto, ma come una pratica quotidiana.
Coraggio è giocare insieme. Coraggio è ascoltare una storia difficile. Coraggio è imparare una lingua, cercare lavoro, uscire dalla solitudine, ricominciare in un luogo nuovo e provare a sentirsi parte di una comunità.
Marsala, accoglienza e futuro
Marsala ha vissuto due giorni intensi, segnati da partecipazione e sensibilità. L’iniziativa ha ricordato che l’integrazione non si costruisce in un solo momento, ma attraverso percorsi costanti e condivisi.
Sport, formazione, cultura, lavoro, casa e relazioni sono tasselli dello stesso mosaico. Badia Grande, insieme ai beneficiari del SAI Marsala e ai tanti soggetti coinvolti, ha provato a raccontare proprio questo: l’accoglienza funziona quando diventa rete.
La due giorni dedicata alla Giornata Mondiale del Rifugiato lascia quindi un messaggio forte. Una città più inclusiva è una città più consapevole, più giusta e più capace di guardare al futuro. Marsala, per due giorni, ha scelto di farlo attraverso il coraggio dell’incontro.
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