Umberto Bossi morto
Varese – Umberto Bossi morto all’età di 84 anni. Il fondatore della Lega si è spento all’ospedale di Circolo di Varese, lasciando un segno profondo nella storia politica italiana.
Politico di lungo corso, Bossi è stato ministro, senatore, deputato ed europarlamentare. È stato il fondatore della Lega Nord, movimento che ha guidato come segretario federale fino al 2012, per poi diventarne presidente a vita.
Una carriera politica lunga decenni
La carriera istituzionale di Bossi inizia nel 1987, quando viene eletto per la prima volta al Senato. Da qui nasce il soprannome “Senatùr”, diventato nel tempo un simbolo della sua figura politica.
Nel corso degli anni, è stato eletto più volte sia alla Camera che al Senato. Inoltre, ha ricoperto anche il ruolo di parlamentare europeo.
Nel 2001 entra per la prima volta al Governo, nel secondo esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, come ministro per le Riforme istituzionali e la devoluzione. In questo ruolo, porta avanti con decisione il progetto federalista.
Dalle origini alla fondazione della Lega
Nato nel 1941, Bossi ha avuto un percorso personale e professionale articolato. Prima della politica, ha lavorato come operaio, tecnico e informatico, dopo aver conseguito il diploma di perito elettronico.
Negli anni Settanta avviene il primo avvicinamento alla politica. Successivamente, entra in contatto con le idee autonomiste e federaliste.
Nel 1984 fonda la Lega Lombarda, che diventerà poi il nucleo della futura Lega Nord. Insieme a Roberto Maroni costruisce un movimento destinato a incidere profondamente negli equilibri politici italiani.
Il leader del federalismo
Nel corso degli anni Novanta, Bossi diventa il punto di riferimento del progetto federalista. Celebre il suo scontro con il centralismo, sintetizzato nello slogan “Roma ladrona”.
Nel 1994 stringe un’alleanza con il centrodestra, contribuendo alla vittoria elettorale. Tuttavia, pochi mesi dopo, provoca la caduta del governo con una rottura politica.
Nel 1996 rilancia il progetto secessionista, simbolicamente rappresentato dalla cerimonia dell’ampolla del Po.
Gli anni al governo e la malattia
Con il ritorno del centrodestra al governo nel 2001, Bossi assume un ruolo chiave come ministro. Continua a promuovere le riforme in senso federalista.
Nel 2004 viene colpito da un ictus. Dopo una lunga riabilitazione, torna comunque alla vita politica e viene nuovamente eletto al Parlamento europeo.
Negli anni successivi resta una figura centrale negli equilibri del centrodestra, influenzando strategie e alleanze.
Un protagonista della politica italiana
Con la morte di Bossi si chiude una pagina importante della politica italiana. La sua figura ha segnato un’epoca, tra battaglie autonomiste, alleanze e momenti di forte tensione politica.
Il suo percorso resta legato a una stagione che ha trasformato il dibattito istituzionale e territoriale in Italia.
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