Nuova cura tumore retto Asp Trapani
Trapani – La nuova cura tumore retto Asp Trapani segna un importante passo avanti nella medicina oncologica del territorio. Grazie a un aggiornato percorso diagnostico terapeutico (PDTA), alcuni pazienti con carcinoma del retto localmente avanzato potranno essere trattati senza ricorrere necessariamente a chirurgia, radioterapia o chemioterapia.
L’innovazione è stata introdotta dalla UOC di Chirurgia generale dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, diretta da Paolo Buffa, grazie al lavoro del dott. Giovanni Di Cello, referente del gruppo oncologico multidisciplinare (Gom) per i tumori del colon-retto.
Diagnosi genetica e terapia personalizzata
La nuova cura tumore retto Asp Trapani si basa su un approccio innovativo già a partire dalla diagnosi.
Durante la colonscopia, infatti, è possibile effettuare un prelievo bioptico che consente di avviare una ricerca genetica nel laboratorio di Anatomia patologica dell’Asp.
In particolare, si analizza la presenza del deficit del meccanismo di riparazione del DNA (dMMR), riscontrabile in circa il 5-10% dei tumori del retto.
Questa analisi permette di individuare con precisione i pazienti che possono beneficiare di trattamenti alternativi.
Immunoterapia senza interventi invasivi
Nei casi selezionati, la terapia può consistere esclusivamente in immunoterapia, già disponibile presso l’Oncologia aziendale di Trapani.
Questo approccio consente di evitare trattamenti più invasivi come:
- chirurgia
- chemioterapia
- radioterapia
Secondo studi scientifici internazionali, tale strategia può portare anche alla remissione completa della malattia.
Un cambio di paradigma nella cura oncologica
Il nuovo PDTA rappresenta un vero cambio di prospettiva. Infatti, permette di individuare pazienti per i quali la terapia standard tradizionale potrebbe risultare meno efficace.
La selezione mirata consente quindi di offrire cure personalizzate, migliorando l’efficacia e riducendo l’impatto dei trattamenti.
Prevenzione e screening più efficaci
L’innovazione introdotta all’Asp Trapani riguarda anche la prevenzione.
La ricerca del dMMR sarà integrata nel percorso di screening del colon-retto. In caso di positività al test del sangue occulto nelle feci, si procederà con colonscopia e analisi genetica sul campione.
Questo permetterà di ridurre i tempi diagnostici e indirizzare più rapidamente i pazienti verso il team oncologico multidisciplinare.
Un passo avanti significativo per la sanità trapanese, che rafforza l’offerta diagnostica e terapeutica sul territorio.
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