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Cinque arresti per estorsione e detenzione illegale di arma

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sabato 31 gennaio 2026 - 10:10

Estorsione a Mazara del Vallo

Mazara del Vallo – Cinque persone sono state raggiunte da misure cautelari personali nell’ambito di un’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Mazara del Vallo, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari e riguarda un grave episodio di violenza connesso alla riscossione di un debito maturato nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Le misure cautelari disposte dal Gip

In base all’ordinanza eseguita dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mazara del Vallo, due cittadini mazaresi sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, mentre per altri tre è stata disposta la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Quattro soggetti sono indagati per estorsione e lesioni aggravate, mentre il quinto risponde dei reati di minaccia aggravata e detenzione illegale di arma da fuoco.

L’aggressione in un’azienda agricola

L’indagine prende avvio nel pomeriggio del 28 ottobre 2025, quando una volante della Polizia di Stato è intervenuta presso un’azienda agricola del territorio per una segnalata aggressione. Secondo quanto ricostruito, quattro persone avrebbero aggredito un uomo presente sul posto, per poi allontanarsi rapidamente.
Nell’area dell’aggressione gli operatori hanno rinvenuto un proiettile calibro 6.35, integro e non esploso, elemento che ha immediatamente fatto emergere la gravità dell’episodio.

Le difficoltà investigative e la ricostruzione dei fatti

Le prime dichiarazioni raccolte dalle persone informate sui fatti sono risultate frammentarie, discordanti e caratterizzate da un marcato atteggiamento di riservatezza, rendendo complesso il quadro investigativo iniziale.
Determinante si è rivelata la meticolosa analisi delle immagini di videosorveglianza, sia dell’azienda agricola sia di un bar frequentato dagli indagati prima dell’aggressione. Grazie a questi elementi, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intera dinamica.

Il debito di droga e il pestaggio per errore

Secondo quanto emerso, i quattro indagati si sarebbero recati nell’azienda agricola per riscuotere un debito legato allo spaccio di stupefacenti dal figlio del proprietario. Durante l’azione, avrebbero però aggredito e picchiato un altro uomo, scambiandolo erroneamente per il reale debitore.
Nel corso del pestaggio, il figlio del proprietario è intervenuto puntando una pistola contro gli aggressori nel tentativo di fermare la violenza. L’arma, successivamente accertato, era detenuta illegalmente.

Il pagamento e l’allontanamento degli estorsori

A porre fine all’azione violenta sarebbe stato il pagamento della somma richiesta, effettuato dal padre del debitore, che ha consentito l’allontanamento degli aggressori. L’episodio, tuttavia, ha dato origine all’attività investigativa che ha portato all’adozione delle misure cautelari.

L’azione della Procura e la fase processuale

Tutti i soggetti coinvolti, compreso il figlio del proprietario dell’azienda che aveva impugnato l’arma, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. La Procura della Repubblica di Marsala, condividendo le risultanze investigative del Commissariato di Mazara del Vallo, ha richiesto e ottenuto dal Gip l’applicazione delle misure cautelari.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.


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