Memoria di Mattarella
Trapani – Commemorare il Presidente Piersanti Mattarella “è un atto di memoria ma è soprattutto un atto di responsabilità”. È il passaggio centrale della dichiarazione diffusa dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, in occasione dell’anniversario dell’omicidio dell’ex Presidente della Regione Siciliana. Nel testo, Quinci richiama il valore attuale delle parole e delle scelte di Mattarella, indicando un percorso che resta “di cambiamento e di affermazione dei valori democratici”.
Il presidente sottolinea che il messaggio di Mattarella non va ricordato soltanto per la sua tragica fine, ma va letto con “attenzione”, perché rimane “attuale e di prospettiva”. In questa chiave, la memoria non è un gesto rituale, bensì un richiamo diretto alle responsabilità di chi oggi ha ruoli di governo e di amministrazione. Un richiamo che, nella visione espressa, deve “interrogarci profondamente” proprio sul modo in cui si acquisisce e si gestisce il potere, per incidere davvero sulla realtà sociale.
Per chi desidera un quadro storico e istituzionale sulla figura di Piersanti Mattarella, è disponibile una scheda pubblica: Piersanti Mattarella.
Memoria di Mattarella e il potere come servizio alla comunità
Nella dichiarazione, Quinci mette a fuoco un punto ritenuto decisivo: l’approccio culturale di Mattarella al potere. Un potere che non deve essere legato “alle prove di forza, all’arbitrio, alla sopraffazione”, ma deve essere “espressione autentica di un servizio alla comunità”, orientato alla realizzazione di principi, obiettivi ideali e politici.
È una linea netta, che separa la ricerca del consenso fine a sé stesso dall’esercizio coerente dell’azione pubblica. Quinci richiama, in particolare, un concetto attribuito al Presidente: il problema non è “acquisire, occupare o magari prenotare posizioni di potere”, ma esercitarlo con coerenza e correttezza. Da qui discende un secondo passaggio: chi ha responsabilità di governo, “a tutti i livelli”, non può che essere in linea con lo spirito costruttivo di quel messaggio, legandolo agli atti che compie nell’interesse pubblico.
Nel testo emerge così un invito preciso: la memoria deve diventare criterio di valutazione del presente. Non un richiamo astratto, ma un vincolo di metodo e di sostanza. Perché, nella prospettiva delineata, la credibilità delle istituzioni si misura nella capacità di trasformare valori dichiarati in scelte coerenti e verificabili nella vita quotidiana delle comunità.
Per informazioni sull’ente e sulle attività istituzionali, è disponibile il portale del Libero Consorzio: Libero Consorzio Comunale di Trapani.
Memoria di Mattarella e sviluppo del Sud: unità, strategie e “forza di pressione”
La dichiarazione di Quinci introduce poi un “ulteriore elemento di riflessione” legato alle idee di Mattarella sullo sviluppo del Sud. Anche qui, il presidente evidenzia un percorso indicato dall’ex Presidente della Regione, che si confronta ancora oggi con le soluzioni necessarie per far crescere il tessuto socio-economico dei territori.
Nel testo viene richiamata la necessità di un’azione congiunta e di una “forza di pressione del Sud” capace di controbilanciare le spinte centrifughe di un Nord “più forte ed attrezzato”. Quinci colloca questo tema nella prospettiva di una politica di “lobbyng” da imparare a costruire “dal basso”, fatta di proposte concrete, di ricerca di finanziamenti sicuri, di reale unità e di strategie innovative.
Il passaggio è chiaro: non si tratta di alimentare contrapposizioni, ma di rivendicare spazio e dignità senza mettere in conflitto gli interessi. “Nessuna contrapposizione”, viene ribadito, ma la necessaria garanzia di poter avere un ruolo e di poter competere “ad armi pari”. È un punto che, nel ragionamento proposto, tiene insieme autonomia, responsabilità e visione: chiedere pari opportunità significa assumersi anche l’onere di costruire progettualità solide, credibili e condivise.
Il testo richiama inoltre un limite già evidenziato da Mattarella: pur riconoscendo i progressi del Sud e del Mezzogiorno, restano gli squilibri. Alcuni storici, altri aggiunti nel tempo, e “sicuramente non ancora superati”. Quinci colloca questa condizione dentro una sfida che, “a quarantasei anni dall’omicidio”, diventa un dovere “morale, politico e sociale”: affrontarla e provare a vincerla, per trasformare l’atto di memoria in una “inconfutabile assunzione di responsabilità”.
La dichiarazione di Salvatore Quinci lega la memoria di Piersanti Mattarella a un richiamo concreto su coerenza amministrativa, servizio alla comunità e sviluppo del Mezzogiorno, indicando responsabilità attuali per chi governa a ogni livello.
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