Natura 2000, nuove regole per 229 aree: cosa cambia per lo Stagnone e i siti trapanesi

Claudia Marchetti

Natura 2000, nuove regole per 229 aree: cosa cambia per lo Stagnone e i siti trapanesi

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sabato 31 Ottobre 2026 - 07:00

La Regione Siciliana ha completato il lavoro necessario per stabilire come devono essere protette e gestite tutte le 229 aree naturali siciliane inserite nella Rete europea Natura 2000, sia terrestri sia marine. È un passaggio importante perché l’Europa aveva contestato all’Italia, già dal 2015, alcune carenze nella tutela delle aree protette, tra cui una messa in mora complementare, in relazione alla mancata e alla non corretta definizione degli obiettivi e delle misure di conservazione delle zone speciali. A seguito del finanziamento concesso dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), l’assessorato del Territorio e dell’ambiente ha predisposto le misure per tutti i 229 siti siciliani, attraverso una costante attività di collaborazione e confronto con gli enti gestori del sistema regionale delle aree naturali protette. “Esprimo soddisfazione per l’importante obiettivo raggiunto per la Sicilia intera – dichiara l’assessore Giusi Savarino –. Il mio assessorato, con il supporto della task force istituita dal presidente della Regione, dopo diversi mesi di lavoro ha completato tutti gli adempimenti previsti per contribuire alla chiusura della procedura di infrazione europea, rispettando le tempistiche fissate dalla Commissione. Si tratta di un passaggio importante per la tutela del nostro patrimonio naturalistico e per garantire una gestione più efficace delle aree della Rete Natura 2000″.

Che cos’è la Rete Natura 2000

La rete Naturale 2000 una rete ecologica europea che comprende territori e ambienti marini particolarmente importanti per la biodiversità. Sono aree che ospitano specie animali e vegetali rare o a rischio, habitat naturali da conservare, zone umide, coste, boschi, fondali marini e altri ecosistemi di particolare valore. Non significa necessariamente che siano riserve naturali con divieto assoluto di accesso o di attività umane. Significa che devono essere tutelate secondo regole precise.

Che cosa significa per il territorio trapanese

Nel trapanese sono presenti diversi siti della Rete Natura 2000, che interessano ambienti di grande valore naturalistico, tra cui la Riserva dello Stagnone di Marsala, quella di Trapani e Paceco, le isole Egadi e le sue aree marine protette, la Riserva dello Zingaro e altri habitat costieri, le zone umide e ambienti naturali del territorio provinciale, come i margi.

Lo Stagnone di Marsala: il caso più interessante

Qui c’è già un elemento concreto: il 16 ottobre 2026 la Regione ha pubblicato due decreti:

  • DDG 1903, relativo alle Isole dello Stagnone di Marsala (ZSC ITA010001).
  • DDG 1909, relativo ai fondali dello Stagnone (ZSC ITA010026).

Entrambi recepiscono nuovi obiettivi e misure di conservazione, insieme alla cartografia degli habitat e delle specie. Per Marsala questo significa che bisogna guardare soprattutto a quattro questioni: Kitesurf e attività sportive, occorre verificare se e dove le attività sportive acquatiche possano interferire con gli habitat e le specie protette, e se siano previste prescrizioni specifiche per le zone più sensibili; Pesca, bisogna accertare quali eventuali limitazioni riguardino le attività di pesca, soprattutto nei fondali in cui è presente la Posidonia oceanica; turismo e navigazione, la questione riguarda gli approdi, il transito delle imbarcazioni, gli ancoraggi e la pressione turistica sulla laguna; saline e attività produttive, sono contemporaneamente un’attività economica storica e un ambiente di grande valore naturalistico. La loro gestione deve essere compatibile con la conservazione degli habitat. La Riserva dello Stagnone ospita infatti praterie di Posidonia, specie vegetali rare e numerosi uccelli migratori. Un tema particolarmente interessante è il progetto RINASCE, che prevede il ripristino della circolazione delle acque attraverso la riapertura delle bocche di collegamento con il mare aperto. Il Comune aveva comunicato, il 2 febbraio 2026, che la procedura di Valutazione di incidenza ambientale era ancora in corso e che erano state richieste integrazioni progettuali.

Le Egadi e gli altri siti del trapanese

Per le Egadi la Regione ha pubblicato, nell’aprile 2026, gli avvisi relativi alle misure di conservazione delle tre isole. I principali aspetti da verificare riguardano:

  • Pesca professionale e attività tradizionali: eventuali prescrizioni per proteggere gli habitat marini e le specie.
  • Diporto e charter: regole per gli ancoraggi e il transito delle imbarcazioni.
  • Turismo subacqueo: protezione dei fondali e delle aree più delicate.
  • Escursioni e accesso alle zone sensibili: eventuali limitazioni stagionali o territoriali per tutelare la fauna.

Nella Rete Natura 2000 però, ne rientrano altri siti da gestire e tutelare: i laghetti di Preola e Gorghi Tondi, le Sciare di Mazara e Marsala, ovvero le zone umide, l’avifauna, gli habitat acquatici e le attività agricole ricadenti; le paludi di Capo Feto e Margi Spanò che sono zone umide con vegetazione e specie animali protetti; le saline di Trapani e Paceco, dove vi è l’equilibrio tra produzione del sale, gestione delle acque e conservazione degli habitat; Monte Cofano, Capo San Vito e Zingaro dove prevale la necessità di proteggere gli habitat costieri e terrestri, le specie vegetali e animali nonchè la fruizione turistica.

I provvedimenti della Regione

La Regione ha pubblicato gli avvisi relativi a questi siti tra aprile e settembre 2026, con documentazione specifica per ciascuno. Un aspetto importante è che le misure Natura 2000 possono incidere anche sulle opere pubbliche e private. Gli interventi che possono avere effetti significativi sui siti devono essere sottoposti, quando previsto, alla Valutazione di incidenza ambientale (VINCA). Questo non significa che qualsiasi attività economica debba fermarsi: significa che deve essere valutata la sua compatibilità con gli obiettivi di tutela.

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