I supermercati siciliani e del Mezzogiorno delle grandi catene di distribuzione scarseggiano di prodotti, gli scaffali – soprattutto acqua, uova, ortofrutta, pasta, beni di prima necessità – iniziano a svuotarsi. Resistono ancora le ‘capannine’ di frutta e verdura a km 0, i piccoli supermercati, le botteghe. Per consegnare la carne, alcuni trasportatori hanno dovuto abbattere – in maniera figurata s’intende – il blocco siciliano dello sciopero autotrasportatori, con non poche discussioni. Oggi dovrebbe essere l’ultima giornata di sciopero. Nel frattempo il Governo nazionale sembra ignorare le richieste del caro carburante che sta piegando diversi settori, quelli su strada ma anche i pescherecci e i mezzi agricoli.
Da ieri notte alcuni tir sono fermi sull’autostrada lasciando liberi due caselli in entrata e uscita. Anche al casello di San Gregorio, la barriera autostradale che dal capoluogo etneo consente l’accesso all’autostrada A18 Catania-Messina i tir si fermano sulla carreggiata in entrata e in uscita. Dal comitato trasportatori siciliani fanno sapere che i tir e i camion fermi in autostrada non sono di autotrasportatori che aderiscono al Cts. Non tutti infatti sono d’accordo con la protesta che sta causando perdite per svariati milioni di euro.


“Stiamo avviando azioni di protesta con la nostra sigla dell’Aias e ci dissociamo dal comitato degli autotrasportatori del Cts del quale non ne facciamo più parte. In tal senso non ci interessa qualsiasi accordo che loro faranno e di cui si assumeranno le responsabilità”. Lo ha detto il presidente dell’associazione imprese autotrasportatori siciliani Giuseppe Richichi, confermando gli attuali presidi “… di tir e camion nella provincia etnea di Misterbianco, a Tremestieri ed anche ai caselli autostradali di San Gregorio, con una trentina di mezzi, che stanno rallentando il traffico veicolare”. “Al primo punto – ha aggiunto – per noi c’è il caro carburante, problema in comune con i pescatori e gli agricoltori che ci impedisce di lavorare”. Il comparto oggi incontrerà il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Nel frattempo anche i rifornimenti di carburante scarseggiano.