Il gruppo consiliare “Si muove la città” ha depositato un atto di indirizzo per il contrasto della vendita e commercializzazione di souvenir che richiamano, celebrano o rappresentano positivamente la cultura mafiosa nel territorio di Marsala. Il documento è firmato dai consiglieri Lillo Gesone, Angela Caradonna, Marco Bonfratello, Giovanni Maniscalco e Federica Meo.
Riprendendo quanto evidenziato alcune settimane fa dalla nostra testata (qui l’articolo completo), il gruppo consiliare di maggioranza sottolinea che il commercio di gadget che rappresentino in forma celebrativa, apologetica o folkloristica simboli, personaggi o espressioni riconducibili alla criminalità organizzata rischia di contribuire alla banalizzazione del fenomeno mafioso. Tutto ciò appare decisamente in contrasto con la necessità di promuovere la cultura della legalità come elemento identitario di un territorio che ha sofferto molto la presenza mafiosa e le sue conseguenze di carattere civile, economico e sociale.
Ricordando che l’articolo 41 della Costituzione Italiana riconosce la libertà di iniziativa economica privata, corredandola alla necessità che si svolga senza entrare in contrasto con l’utilità sociale, la sicurezza e la dignità umana, il gruppo “Si muove la città” intende impegnare, con tale atto di indirizzo, l’amministrazione Patti a predisporre, attraverso gli uffici comunali competenti, una proposta di modifica o integrazione dei regolamenti comunali in materia di commercio, finalizzata a vietare la vendita o l’esposizione di souvenir che presentino contenuti celebrativi o apologetici della mafia, fino a prevedere il divieto di esposizione di tali gadget nei negozi e negli spazi soggetti a concessione, autorizzazione o regolamentazione comunale.
Al contempo, si intende impegnare l’amministrazione a promuovere iniziative volte a valorizzare un’immagine di Marsala fondata sulla cultura, sulla storia, sulla legalità, sulla memoria delle vittime della criminalità organizzata.
L’atto di indirizzo, qualora approvato dal Consiglio comunale, allineerebbe Marsala a provvedimenti analoghi, adottati in altre città siciliane negli ultimi anni.