Centinaia di studenti in diverse piazze italiane ed anche a Trapani protestano contro le carenze del sistema scolastico e le politiche del Governo nazionale. In Francia le proteste vanno avanti da settimane e non si fermano. La manifestazione, promossa dai comitati studenteschi, si è svolta questa mattina davanti al Municipio, con la partecipazione degli alunni del liceo Fardella-Ximenes e degli istituti Marino Torre, Rosina Salvo e Calvino. La protesta è stata accompagnata da slogan contro le condizioni degli edifici scolastici, la gestione dell’istruzione e le scelte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
A caratterizzare la mobilitazione sono stati i manifesti e i cori scanditi dagli studenti, che hanno rivendicato il diritto a frequentare scuole sicure e adeguate. «Scuole fatiscenti, edifici a pezzi, sistema di merda, governi assenti» è uno dei messaggi gridati in piazza. Tra gli altri slogan anche «Che brutto è quando esco di casa per andare a scuola e la trovo scassata» e «No ignoranti, no obbedienti, sì pensanti, sì studenti», a sottolineare la richiesta di maggiore attenzione alle esigenze degli alunni e al ruolo della scuola nella formazione del pensiero critico.
Non sono mancati i riferimenti alle spese militari e alla guerra, con il coro «Ci servono più aule, non più bombe», mentre altri slogan hanno preso di mira direttamente il Governo e la presidente del Consiglio.
Petardi nel centro storico, paura tra gli studenti
La mattinata di protesta è stata segnata anche da almeno quattro esplosioni avvertite nel centro storico di Trapani. Gli scoppi non si sono verificati nella stessa piazza Vittorio Veneto, dove era in corso la manifestazione, ma nelle strade vicine. Alcuni studenti che si trovavano davanti al Palazzo delle Poste hanno riferito di aver avvertito persino la terra tremare. Tra i manifestanti si è parlato di bombe carta esplose tra via Palmerio Abate e via Garibaldi. La Questura ha tuttavia ridimensionato la ricostruzione, riconducendo gli scoppi a petardi fatti esplodere alle spalle della Posta centrale e in via XXX Gennaio. Non si sono registrati danni né feriti, ma la paura non è mancata. Secondo quanto riferito, un gruppetto di persone avrebbe fatto esplodere alcune miccette anche tra la folla degli studenti in sciopero, aumentando la tensione durante la mobilitazione. La protesta ha così portato al centro dell’attenzione le rivendicazioni degli studenti sul futuro della scuola pubblica, in una mattinata in cui alle contestazioni contro le istituzioni si sono aggiunti momenti di apprensione per gli scoppi nelle vie del centro.