Il Comitato No F-35 Trapani-Birgi contro l’esercitazione NATO Steadfast Noon

redazione

Il Comitato No F-35 Trapani-Birgi contro l’esercitazione NATO Steadfast Noon

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lunedì 19 Ottobre 2026 - 07:00

Il Comitato No F-35 Trapani-Birgi lancia l’allarme sull’esercitazione NATO Steadfast Noon, la manovra multinazionale annuale dedicata all’addestramento delle forze aeree nelle procedure legate alla deterrenza nucleare. Al centro della denuncia c’è il coinvolgimento della Sicilia occidentale e dell’aeroporto di Trapani-Birgi, indicati dal comitato come snodi strategici dell’operazione, che coinvolge 17 Paesi alleati e circa 60 velivoli. Secondo il movimento, la portata dell’esercitazione sarebbe emersa soltanto a operazioni avviate, attraverso i bollettini tecnici dell’Enav relativi alle restrizioni dello spazio aereo e le successive comunicazioni ufficiali della NATO. Una gestione che, secondo il comitato, sarebbe avvenuta senza un’adeguata informazione preventiva alla cittadinanza e senza interventi pubblici da parte delle istituzioni locali e nazionali. Il documento punta il dito contro quella che viene definita una «strutturale opacità» nella gestione degli spazi aerei e delle attività militari, contestando l’assenza di un confronto con le comunità interessate.

I rischi ambientali e acustici

Tra le principali preoccupazioni espresse dal Comitato No F-35 Trapani-Birgi ci sono le possibili conseguenze ambientali, sanitarie e acustiche delle operazioni. Nella denuncia vengono citate emissioni superiori a 15 mila tonnellate di CO2 e livelli di rumore che, secondo quanto riportato dal movimento, potrebbero superare i 65 decibel, con picchi fino a 110 decibel alle basse quote. Il comitato contesta inoltre le rassicurazioni che descrivono la Steadfast Noon come un’esercitazione di routine, sottolineando che la manovra è legata all’addestramento per la simulazione dell’impiego e del trasporto di ordigni nucleari tattici statunitensi.

L’appello alle istituzioni e la mobilitazione

La denuncia chiama direttamente in causa le amministrazioni comunali della provincia di Trapani, la Regione Siciliana e il Ministero della Difesa, accusati di non aver garantito un’adeguata tutela delle comunità locali. Per il movimento, la vicenda dimostrerebbe come decisioni di rilevanza strategica vengano assunte senza offrire ai cittadini la possibilità di conoscere preventivamente le attività che interessano il territorio e di esprimersi sulle loro conseguenze. Il comitato critica quindi un modello di gestione che, a suo giudizio, privilegia le esigenze militari rispetto alla protezione dell’ambiente, della salute pubblica e della pace. Per le prossime settimane sono annunciati momenti di mobilitazione e confronto sul territorio provinciale. L’obiettivo è coinvolgere cittadini, lavoratori e realtà sociali per ampliare la protesta contro le esercitazioni militari e chiedere maggiore trasparenza nelle decisioni che riguardano Trapani-Birgi e la Sicilia occidentale. L’appello finale è a non rassegnarsi e a partecipare alle iniziative in preparazione, per rivendicare il diritto delle comunità locali a essere informate e coinvolte nelle scelte che incidono sul territorio, sulla salute e sulla sicurezza.

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