Il Camerone delle Celle di Punizione dei coatti di Favignana, luogo legato a una pagina significativa e dolorosa della storia dell’isola, è inserito tra i beni oggetto di una procedura di gara avviata dall’Agenzia del Demanio. A sollevare il caso sono i consiglieri comunali di “Egadi Meravigliose – Sammartano Sindaco”, Francesco Sammartano, Maria Sinagra e Antonino Lo Iacono.
Il riferimento è all’Avviso di gara prot. n. 1267 R.I. del 20 luglio 2026 della Direzione Regionale Sicilia, firmato dal direttore regionale, architetto Silvano Arcamone, nel quale figura anche il complesso conosciuto come Camerone delle Celle di Punizione dei coatti.
Un bene che, secondo i consiglieri, non dovrebbe essere considerato esclusivamente sotto il profilo patrimoniale, ma soprattutto per il suo valore storico e culturale. Nel Camerone sono infatti passati coatti, anarchici e oppositori politici, in una vicenda che lega Favignana alla storia delle istituzioni carcerarie e del confino politico in Italia.
Da qui la richiesta di intervenire prima della scadenza della procedura, fissata per l’11 dicembre 2026.
I tre consiglieri hanno depositato una richiesta per la convocazione di un Consiglio comunale urgente, chiedendo che l’assemblea dia mandato al sindaco affinché si attivi per bloccare la cessione a privati e chieda invece che il bene venga concesso al Comune di Favignana.
Secondo “Egadi Meravigliose”, infatti, l’amministrazione comunale avrebbe già manifestato in passato il proprio interesse alla valorizzazione pubblica del Camerone, senza però arrivare a ottenere la disponibilità del bene.
L’obiettivo indicato dai consiglieri è trasformare l’ex struttura carceraria in un luogo di memoria, cultura e ricerca, sottraendola a una destinazione esclusivamente privata.
La questione, per il gruppo consiliare, assume particolare rilevanza anche alla luce delle precedenti vicende che hanno riguardato altri beni storici dell’isola. Nel documento diffuso dai consiglieri viene richiamata anche la perdita del Palazzotto Florio, indicata come precedente che dovrebbe spingere l’amministrazione a intervenire tempestivamente.
Il nodo, dunque, è quello della destinazione futura del Camerone: da una parte la procedura avviata dal Demanio, dall’altra la richiesta di una gestione pubblica e di un progetto di valorizzazione legato alla memoria storica dell’isola.
“Se perdiamo questa occasione, la perdiamo per 50 anni”, sottolineano i consiglieri, chiedendo che il Comune affronti la questione con urgenza.
Ora la parola passa al Consiglio comunale e all’amministrazione di Favignana, chiamati a valutare se e con quali strumenti sia possibile intervenire sulla procedura del Demanio e riportare il Camerone nell’ambito di una fruizione pubblica.