“Trapani-Birgi non ha lasciato indietro nessuno”. Airgest, tramite il proprio presidente Salvatore Ombra, replica alle critiche sollevate in questi giorni sulla gestione dei passeggeri arrivati allo scalo trapanese a seguito dei dirottamenti e delle riprogrammazioni dei voli da Catania, chiuso per l’emergenza legata all’Etna. La società interviene dopo le segnalazioni, tra cui quella della CNA di Trapani, relative a presunti passeggeri lasciati senza adeguate soluzioni per raggiungere la destinazione originaria.
Gli obblighi dei vettori
Airgest richiama innanzitutto la distinzione tra volo dirottato e volo riprogrammato con una nuova destinazione. Nel primo caso, sostiene la società, quando un volo viene trasferito su uno scalo alternativo, è il vettore aereo a dover garantire il trasferimento dei passeggeri verso la destinazione prevista. È quanto sarebbe avvenuto anche durante la settimana dal 7 al 16 agosto e nelle giornate del 14 e 15 settembre. Diverso, invece, il caso in cui il vettore riprogrammi il volo offrendo al passeggero una nuova destinazione, che viene accettata liberamente. Secondo Airgest, in questa situazione non sussisterebbe un obbligo di assistenza per il successivo trasferimento.
Più collegamenti via terra
Nonostante ciò, il gestore aeroportuale afferma di essersi attivato, insieme alla Regione Siciliana, per potenziare i collegamenti terrestri da Trapani verso Palermo e verso Catania. Sono state inoltre richieste formalmente ai vettori, nei casi in cui dovuto, le corse in autobus per il trasferimento dei passeggeri dei voli dirottati, indicando questo servizio come condizione per l’accettazione dei voli a Trapani.
Oltre 22 mila passeggeri ad agosto
Airgest ricorda che, nella sola settimana dal 7 al 16 agosto, oltre 22 mila viaggiatori hanno utilizzato Trapani-Birgi in conseguenza della chiusura dello scalo catanese, evitando cancellazioni o dirottamenti verso aeroporti fuori dalla Sicilia. Anche il 14 e 15 settembre lo scalo ha accolto migliaia di passeggeri. Il dato definitivo è ancora in fase di consolidamento e, nonostante la riapertura di Catania, Trapani continua a ricevere traffico in via cautelativa legato alla gestione dell’emergenza.
I costi sostenuti dallo scalo
Per fronteggiare l’aumento dei flussi, Airgest afferma di aver sostenuto costi aggiuntivi per il rafforzamento del personale di sicurezza, gli straordinari, il prolungamento dell’orario di alcuni servizi, il potenziamento delle pulizie e il ricorso a volontari per la gestione dei flussi. È stata inoltre coinvolta la Protezione Civile regionale. Sul fronte dei trasporti, la società ricorda che sono normalmente attivi collegamenti via terra con Trapani e Palermo e che, nei giorni dell’emergenza, sono state attivate corse aggiuntive insieme alla Regione. Resta invece l’assenza di un collegamento ferroviario diretto con l’aeroporto: è in corso la realizzazione della fermata “Florio Aeroporto”, il cui completamento è auspicato entro la fine del 2027.
Il confronto tra gli aeroporti siciliani
Ombra respinge quindi con decisione la ricostruzione secondo cui avrebbe “lasciato centinaia di persone in aeroporto, senza una soluzione concreta”, sostenendo di aver fatto “più di quanto le competesse”. La società riconosce comunque i disagi affrontati dai passeggeri e sottolinea di comprenderne il peso sull’esperienza di viaggio. Intanto, martedì 15 settembre Airgest ha partecipato alla riunione convocata dalla Direzione generale dell’Enac sulla gestione coordinata dei quattro aeroporti siciliani. L’obiettivo è perfezionare il coordinamento operativo nelle situazioni di emergenza legate all’Etna. Nelle prossime settimane è previsto un tavolo tecnico con tutti i soggetti interessati, con il coinvolgimento della Regione per raccordare le decisioni dei gestori aeroportuali e rafforzare, dove necessario, Protezione Civile, trasporto terrestre e intermodalità.