Trapani, decadenza dei consiglieri: l’affondo di Tranchida

Nicola Baldarotta

Trapani, decadenza dei consiglieri: l’affondo di Tranchida

"Trapani non può diventare terreno di scontro politico"

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sabato 12 Settembre 2026 - 11:20

Si alza nuovamente la tensione politica a Trapani in vista del Consiglio comunale del 16 settembre, quando l’aula sarà chiamata a pronunciarsi sulla decadenza di cinque consiglieri comunali: Andrea Genco, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana, Angela Grignano e Giovanni Parisi.

La vicenda, nata dalle assenze dei consiglieri alle sedute straordinarie del 22 e 23 ottobre 2025 dedicate alla questione del PalaShark, si trascina ormai da mesi e ha assunto una dimensione che va oltre il semplice procedimento amministrativo. Inizialmente erano otto i consiglieri coinvolti, ma per tre di loro la procedura è stata successivamente archiviata.

Sul procedimento sono emerse nel tempo diverse posizioni e interpretazioni, comprese quelle degli uffici comunali e dell’Assessorato regionale alle Autonomie locali. Il Consiglio dovrà ora assumere la decisione definitiva.

In questo clima si inserisce l’intervento del sindaco Giacomo Tranchida, che insieme agli assessori della Giunta prende posizione a difesa dei cinque consiglieri della maggioranza e invita l’aula a non trasformare la vicenda in uno strumento di scontro politico.

Nel documento diffuso dal sindaco, Tranchida contesta l’idea che dietro il procedimento vi sia soltanto una questione amministrativa. Secondo il primo cittadino, infatti, la vicenda si inserirebbe in un confronto politico più ampio che negli ultimi mesi ha coinvolto l’Amministrazione, il Consiglio comunale e il mondo dello sport cittadino.

Il riferimento è anche alla lunga contrapposizione con il patron della Trapani Shark, Valerio Antonini, e alla vicenda del PalaShark, che ha rappresentato uno dei principali terreni di confronto tra l’Amministrazione e la società sportiva. Proprio nei giorni scorsi il Comune ha inoltre avviato il procedimento relativo alla concessione dell’impianto, mentre Antonini ha annunciato l’intenzione di portare la squadra lontano da Trapani.

Tranchida respinge quindi l’idea che l’Amministrazione possa essere condizionata da pressioni politiche o da interessi esterni e rivendica il diritto del Comune di assumere le proprie decisioni nell’interesse generale della città.

Una parte significativa dell’intervento riguarda anche la modalità con cui il Consiglio sarà chiamato a votare sulle cinque decadenze. La maggioranza ha chiesto che si proceda con voto palese e per appello nominale, ritenendo che una decisione sulla permanenza in carica di consiglieri eletti dai cittadini debba essere assunta pubblicamente.

Sul punto, tuttavia, il confronto resta aperto. Il presidente del Consiglio Alberto Mazzeo ha evidenziato la necessità di verificare preventivamente, attraverso il Segretario generale, quale sia la modalità di voto prevista dal regolamento, considerando che la decisione riguarda direttamente la posizione di singole persone.

Il sindaco allarga infine lo sguardo alle conseguenze che l’intera vicenda potrebbe avere sugli equilibri istituzionali della città. Nel suo intervento richiama anche altri dossier rimasti al centro del confronto politico, dal bilancio al Piano urbanistico generale, sostenendo che il protrarsi dello scontro rischia di rallentare l’attività amministrativa.

“Trapani non può diventare terreno di contesa tra interessi politici contrapposti”, è in sostanza il messaggio che arriva da Palazzo d’Alì. L’Amministrazione rivendica il proprio operato e chiede che ogni decisione venga assunta nel rispetto delle regole e nell’interesse della città.

Il passaggio decisivo sarà ora quello del 16 settembre. Sarà il Consiglio comunale, e non lo scontro politico esterno all’aula, a stabilire quale sarà il destino dei cinque consiglieri. Una decisione che potrebbe avere conseguenze anche sugli attuali equilibri di Palazzo Cavarretta.

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