Suicidio medicalmente assistito, Forza Italia presenta legge all’Ars: “Serve risposta uguale per tutti”

redazione

Suicidio medicalmente assistito, Forza Italia presenta legge all’Ars: “Serve risposta uguale per tutti”

Condividi su:

domenica 06 Settembre 2026 - 12:31

Una legge regionale per garantire procedure chiare, tempi certi e uguali diritti a tutti i cittadini siciliani che, trovandosi in condizioni di sofferenza irreversibile, chiedono di accedere al suicidio medicalmente assistito. È questo l’obiettivo del disegno di legge presentato all’Assemblea Regionale Siciliana dai deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio e Stefano Pellegrino. “Una persona che soffre, che è malata in modo irreversibile, che è tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di poter porre fine alla propria esistenza con dignità ha il diritto di ricevere una risposta certa e tempestiva”, dichiarano i due parlamentari. “Non una risposta burocratica o che dipende dalla sensibilità di un singolo direttore generale o dalla disponibilità di un avvocato. Una risposta che sia uguale per tutti, ovunque in Sicilia”. Tomarchio è il primo firmatario della proposta, mentre Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Ars, sostiene un provvedimento che punta a colmare un vuoto normativo esistente da sette anni, ovvero da quando la Corte Costituzionale, con la sentenza 242 del 2019, ha stabilito le condizioni in cui il suicidio medicalmente assistito può essere consentito.

Un tema delicato tra diritti e coscienza

I promotori riconoscono la complessità del tema, che coinvolge aspetti etici, religiosi e personali profondi. “Capiamo perfettamente come il tema possa apparire divisivo e come tocchi la coscienza di tutti“, spiegano. “Riguarda il dolore, il limite, la libertà individuale e il modo in cui ciascuno vive la propria fede. Ma la politica è prima di tutto impegno per i diritti e per il loro equilibrio quando sembrano entrare in conflitto”. Per questo motivo il testo tutela anche il diritto all’obiezione di coscienza: nessun operatore sanitario sarà obbligato a partecipare alla procedura, che avverrà esclusivamente su base volontaria. Inoltre, prima di qualsiasi decisione, il paziente dovrà essere informato sulle cure palliative disponibili e sulla possibilità di rifiutare o interrompere i trattamenti sanitari.

Commissioni multidisciplinari in ogni Asp

Il disegno di legge non modifica i requisiti già fissati dalla Corte Costituzionale, che restano quelli previsti dalla giurisprudenza: patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e piena capacità di assumere decisioni libere e consapevoli. La proposta si concentra invece sull’organizzazione delle procedure sanitarie. In ogni Azienda sanitaria provinciale verrebbe istituita una Commissione multidisciplinare permanente composta da specialisti in cure palliative, neurologia, psichiatria, anestesia e rianimazione, medicina legale, psicologia clinica e infermieristica. A questi si aggiungerebbe, caso per caso, il medico specialista della patologia del richiedente. È inoltre previsto il parere dell’organismo aziendale per l’etica clinica e la possibilità per il paziente di far partecipare ai lavori il proprio medico di fiducia.

Percorso gratuito e revocabile

Secondo il testo, l’eventuale somministrazione del farmaco dovrà avvenire esclusivamente da parte della persona interessata, con l’assistenza del personale sanitario, e potrà svolgersi in ospedale, in hospice o al domicilio. L’intero iter sarebbe gratuito e il paziente potrebbe revocare la richiesta in qualsiasi momento. Per Tomarchio e Pellegrino il problema principale oggi è l’assenza di procedure uniformi. “La possibilità di ottenere una risposta dipende spesso dalla provincia in cui si vive, dalla sensibilità dei medici coinvolti o dalla disponibilità di associazioni e legali che accompagnino il percorso. Un diritto che può essere esercitato solo in questo modo è un diritto incompiuto”.

L’appello all’Ars

I due esponenti di Forza Italia sottolineano che la proposta non intende sostituirsi al Parlamento nazionale nella definizione della disciplina generale sul fine vita, ma vuole fornire alla Sicilia strumenti concreti per applicare quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale. “Il testo che proponiamo non risolve la questione di fondo, che spetta al Parlamento – concludono – ma mette la Sicilia nelle condizioni di rispondere, con procedure conoscibili e verificabili, a chi si rivolge a un’azienda sanitaria per esercitare un diritto che la Costituzione gli riconosce. Auspichiamo un confronto serio, senza pregiudizi, e una rapida approvazione della norma”.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta