La Sicilia non è certo una delle mete più virtuose quando si parla di rispetto del Codice della Strada. Dalle soste in doppia fila ai parcheggi selvaggi, passando per le auto lasciate sui marciapiedi, sono ancora troppi gli automobilisti che interpretano le regole a proprio piacimento. In provincia di Trapani esiste però un’abitudine particolarmente odiosa e difficile da giustificare: quella di parcheggiare davanti agli scivoli destinati alle carrozzine, ai passeggini e alle sedie a rotelle.
Il caso di Marsala
Una scena che si ripete quotidianamente in molte città del territorio. A Marsala, ad esempio, capita persino che davanti agli scivoli realizzati per abbattere le barriere architettoniche vengano tracciati stalli di sosta, bianchi o blu, che finiscono per consentire agli automobilisti di occupare proprio lo spazio necessario al passaggio delle persone con disabilità. Un paradosso che svuota di significato gli interventi realizzati per rendere le città più accessibili. Dietro un’auto lasciata davanti a uno scivolo non c’è soltanto una violazione del Codice della Strada. C’è un ostacolo concreto alla libertà di movimento di chi ogni giorno deve già affrontare difficoltà che la maggior parte delle persone non conosce. Per chi si muove in sedia a rotelle, per un genitore con un passeggino o per una persona con difficoltà motorie, quell’auto parcheggiata male può significare dover scendere in carreggiata, affrontare un percorso più lungo o addirittura rinunciare a spostarsi in sicurezza.
Troppo spesso si pensa alla disabilità come a una realtà distante, che riguarda sempre qualcun altro. Chi è in buona salute riesce a superare un gradino con un semplice salto e spesso non si rende conto di quanto una barriera architettonica possa trasformarsi in un muro invalicabile per altre persone. È proprio questa mancanza di consapevolezza che alimenta comportamenti egoistici e superficiali. Servirebbero certamente più controlli e sanzioni, ma da soli non bastano. Occorre soprattutto una maggiore sensibilizzazione, a partire dalle scuole, dalle famiglie e dalle campagne pubbliche. Il rispetto delle persone con disabilità non può essere imposto soltanto con una multa: deve diventare una scelta culturale, un gesto di civiltà quotidiana. Perché una società inclusiva non si misura dalle dichiarazioni di principio, ma dall’attenzione che dedica ai più fragili. E lasciare libero uno scivolo, rinunciando a qualche minuto di comodità, è un piccolo gesto che racconta molto del rispetto che abbiamo per il prossimo.