La sindaca di Marsala Andreana Patti, ha firmato una direttiva con la quale dispone l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla revoca della concessione d’uso del Teatro Impero per il concerto del cantante Daniele De Martino, previsto il prossimo 24 ottobre. La decisione trae origine dalla necessità di garantire la piena coerenza tra l’utilizzo di un bene pubblico comunale e i principi che ispirano l’azione amministrativa, fondata sulla promozione della cultura della legalità, sul rispetto dei valori costituzionali e sul contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata. Daniele De Martino è un cantante neomelodico palermitano, finito al centro dell’attenzione mediatica per vicende legate a verifiche fiscali della Guardia di Finanza e per polemiche sollevate da associazioni come Libera in merito a contestati legami o testi ritenuti vicini ad ambienti malavitosi. I finanzieri che gli hanno notificato un provvedimento di sequestro per 220 mila euro. Agostino Galluzzo, questo il nome all’anagrafe, ha firmato brani contro i pentiti di mafia e il carcere duro, pubblicato selfie in compagnia di membri di famiglie mafiose e cantato al matrimonio della figlia di un narcotrafficante calabrese. Da qui la decisione dell’Amministrazione comunale.
“Marsala – dichiara la sindaca Patti – è una città insignita della Medaglia d’Oro al Valore Civile e profondamente segnata dalla storia della lotta alla mafia. Chi amministra questa comunità ha il dovere di garantire che gli spazi pubblici comunali siano sempre coerenti con i valori della Costituzione, della legalità e del rispetto delle istituzioni”. La direttiva prende atto delle notizie emerse in relazione all’artista e dei precedenti provvedimenti adottati in altre realtà da Autorità di Pubblica Sicurezza in occasione di analoghi eventi, disponendo conseguentemente l’avvio del procedimento amministrativo di competenza del dirigente, nel pieno rispetto delle norme vigenti e delle garanzie previste dall’ordinamento. L’Amministrazione comunale ribadisce la propria ferma volontà di promuovere una cultura pubblica improntata alla legalità, alla memoria delle vittime di mafia e ai valori costituzionali.