“Nottata insonne, molto dolore, ma soprattutto una ferita profonda per quello che è successo. La gravità dell’aggressione subita ieri suscita molti pensieri. Soprattutto su come un uomo adulto, con una famiglia, un lavoro, un ruolo riconosciuto come capo ultras in questa città, possa arrivare ad agire con tanta violenza: gratuita, alla luce del sole, davanti ad altre persone rimaste senza parole come me. Soprattutto per lo sguardo che aveva. Un vero agguato”. A scriverlo sul suo profilo social è Valerio Antonini.
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Poi Antonini continua: “Si è superata una linea rossa che di solito resta invalicabile. E che mette una pietra sopra allo sport a Trapani per moltissimo tempo. Ma questa aggressione non nasce dal nulla. È figlia di un clima di odio e di persecuzione contro di me alimentato ad arte per un anno intero da chi ha avuto un’unica, chiarissima, volontà: eliminare prima la Shark e poi il Trapani Calcio da questa città e dalle federazioni in cui le squadre erano iscritte. Ed alcuni dei finti comunicati di facciata usciti oggi dimostrano chiaramente il livello di certi personaggi a Trapani. Mi ha fatto vomitare leggerli. Azioni compiute da uomini che tutti conoscono e che nessuno, nel tifo organizzato, si sogna di criticare. Anzi: hanno la straordinaria capacità di ribaltare la ricostruzione dei fatti e delle responsabilità, aiutati da un’ignoranza spaventosa di chi li ascolta. È così che si arriva a ieri. Quando per un anno racconti a qualcuno che esiste un nemico, utilizzi 4-5 delinquenti per alimentare le tue falsità, alcuni piazzati a suo tempo con arte nel mio staff, ti inventi che sia un cattivo pagatore per aizzare tutti, rinneghi gli investimenti milionari che ha fatto, i risultati straordinari ottenuti in pochissimo tempo che avevano dato dignità e rivalsa ad un territorio sventrato da decenni di malaffare, arrivando a falsificare bollette della luce per giustificare sfratti da dittatura e non da paese democratico, poi non puoi stupirti se qualcuno decide di comportarsi di conseguenza. Qualcuno su cui hanno trovato terreno fertile, e che hanno caricato a palla durante tutta la stagione, permettendo cosi l’inizio di una protesta incomprensibile di una parte di questi pseudo tifosi contro di me. Protesta che evidentemente oggi appare chiara e con una origine precisa. Come ho spiegato agli inquirenti. D’altronde, se si arriva a fermare per strada il mio avvocato, Vincenzo Scontrino, rinfacciandogli violentemente il fatto di avermi difeso e aver permesso di vincere presso la Corte Tributaria, si capisce che siamo ad un livello molto pericoloso. Ringrazio chi anche di notte ha continuato a scrivermi. Un gesto che mi ha rasserenato più di quanto immaginiate. Ringrazio anche chi in questi tre anni si è scontrato con me e ieri ha comunque scelto di alzare il telefono: è la dimostrazione che si può stare su fronti opposti restando persone perbene.Io sto bene. Dolorante, ma sto bene. E non ho paura. Si riparte da domani mattina. Chiudendo in maniera forse definitiva un triennio che non tornerà mai più”.