Incendi senza tregua: il sistema siciliano regge davvero?

redazione

Incendi senza tregua: il sistema siciliano regge davvero?

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lunedì 20 Luglio 2026 - 07:27

Quaranta incendi in una sola giornata, decine di squadre impegnate senza sosta e il trapanese ancora una volta tra le province più colpite. L’ennesima emergenza roghi riaccende il dibattito sull’efficacia del sistema regionale di prevenzione e spegnimento, con accuse pesanti da parte dei sindacati e la pronta replica della Regione Siciliana. In Provincia di Trapani e in tutta l’isola, vigili del fuoco e Corpo forestale sono stati impegnati per ore a contenere un vasto fronte di fuoco a Poggioreale. Altri incendi si sono sviluppati a Marinella di Selinunte, in contrada Cavallaro, nel territorio di Santa Ninfa e a Marsala, nelle campagne di Rakalia, mettendo ancora una volta sotto pressione uomini e mezzi in una delle giornate più calde dell’estate. Lo scenario è stato critico in tutta la Sicilia. Le fiamme hanno interessato anche le province di Palermo, Catania, Siracusa, Agrigento ed Enna, costringendo all’intervento di elicotteri e Canadair. A Palermo è stato persino rafforzato il dispositivo operativo dei vigili del fuoco per garantire un maggiore presidio del territorio.

Sifus Confali: “Fallimento del sistema”

Ma è soprattutto sul fronte della prevenzione che si concentra la polemica. Il sindacato Sifus Confali parla apertamente di un “fallimento del sistema regionale”, sostenendo che gli incendi non siano soltanto una conseguenza del caldo estremo, ma il risultato di una prevenzione insufficiente e di scelte politiche inadeguate. Secondo il sindacato, la Sicilia continua a investire prevalentemente nella gestione dell’emergenza, trascurando interventi fondamentali come la pulizia dei boschi, la manutenzione del territorio, la realizzazione dei viali parafuoco e l’impiego continuativo degli operai forestali. A sostegno della propria posizione, il Sifus richiama anche i dati di Legambiente, secondo cui la Sicilia detiene il triste primato nazionale per superficie percorsa dal fuoco nei primi mesi dell’anno, con quasi la metà dell’intera area bruciata in Italia e numerose aree protette devastate.

L’assessore Barbagallo respinge le accuse

Di tutt’altro avviso l’assessore regionale all’Agricoltura, Salvatore Barbagallo, che respinge le accuse. L’esponente del Governo Schifani assicura che tutti i viali parafuoco previsti sono stati realizzati e che il Corpo forestale ne ha verificato l’efficacia. Barbagallo sottolinea inoltre che gli operai forestali continueranno a essere impiegati nelle attività di prevenzione e sorveglianza e ribadisce come la Regione abbia affiancato al lavoro sul campo anche l’utilizzo di nuove tecnologie per monitorare il territorio. L’assessore evidenzia anche come molti degli incendi degli ultimi giorni presentino elementi compatibili con la matrice dolosa, ricordando i gravi danni provocati anche alla Riserva naturale dello Zingaro, nel Trapanese, una delle aree naturalistiche più preziose della Sicilia.

Monitoraggio costante e dubbi

Nel frattempo il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, continua a coordinare le operazioni insieme a vigili del fuoco, Corpo forestale, Prefetture e Comuni interessati, mantenendo un costante raccordo con il presidente della Regione Renato Schifani. Resta però una domanda che, dopo l’ennesima giornata di fuoco, continua a farsi strada: di fronte a estati sempre più torride e a incendi sempre più frequenti, il sistema di prevenzione siciliano è davvero sufficiente oppure serve un cambio di passo prima che le emergenze diventino la normalità?

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