Custonaci, si inaugura il MAC nel segno del marmo

redazione

Custonaci, si inaugura il MAC nel segno del marmo

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lunedì 13 Luglio 2026 - 16:24

Valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale del territorio, consolidare il legame tra due realtà – Gibellina e Custonaci – accomunate dalla convinzione che l’arte può essere motore di sviluppo e rigenerazione. Sotto questi auspici si inaugura mercoledì 15 luglio, ore 19, il MAC di Custonaci, il museo d’arte contemporanea con la caratteristica di accogliere tutte opere in marmo, che sono più di dieci. L’apertura del museo all’aperto, con viali che si affacciano sul golfo di Cornino, è inserita nel calendario delle iniziative territoriali del dossier “Portami il futuro” di Gibellina Capitale. Non a caso, proprio a Custonaci, è il marmo la materia prima delle opere esposte, «un materiale che racconta la storia del lavoro, dell’arte e dell’economia locale», spiega il sindaco Fabrizio Fonte.

Il Museo, che prende lo stesso nome del MAC di Gibellina, è un luogo espositivo senza pareti, un laboratorio aperto in cui la creazione artistica diventa esperienza collettiva, e il territorio stesso si fa opera. Nato nel 2025 con un primo nucleo permanente di opere realizzate da artisti italiani [“Albero sicano” di Stefano Volpe, “La porta dell’infinito” di Giacomo Sparasci, “Memoria e futuro” di Bruno Melappioni (il blocco di marmo locale dialoga con una lamiera traforata che raffigura la sagoma stilizzata di una donna gravida, simbolo di vita, fertilità e continuità generazionale)], il MAC di Custonaci si è ampliato con nuove installazioni, attivando collaborazioni con istituzioni artistiche e accademiche, coinvolgendo scuole e associazioni culturali in progetti di educazione all’arte, e promuovendo Custonaci come destinazione culturale e artistica sostenibile.

Tra le opere installate lo scorso anno: “Inno alla poesia” di Giuseppe Cortese (dedicata al centenario della nascita di Dino Grammatico, conosciuto nel mondo poetico come Dino D’Erice), “Mangiatutto” di Nicola Martini, “La donna che sostiene il mondo” di Gerry Bianco, quest’ultima installata proprio qualche giorno addietro (l’opera pesa 10 tonnellate e mette in risalto la figura madre della terra, un atto di amore verso il genere femminile».

«CUSTONACI NUCLEO TERRITORIALE TEMATICO IN RETE CON GIBELLINA» – «Un elemento centrale del progetto è la connessione con “Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026” – spiega il sindaco Fabrizio Fonte – Custonaci si propone così come nucleo territoriale tematico di questa rete, focalizzato sul dialogo tra arte e materia. Il MAC diventa così parte di un sistema diffuso di arte pubblica che unisce i luoghi simbolici dell’arte contemporanea in Sicilia occidentale, rafforzando la visione di una provincia, la nostra, che trova nella creatività un motore di sviluppo e identità».

«OLTRE I CONFINI DEI SINGOLI LUOGHI». «Gibellina 2026 nasce con questa ambizione: superare i confini dei singoli luoghi per diventare una rete di relazioni, di paesaggi e di comunità. Non un progetto circoscritto, ma un processo capace di coinvolgere l’intero territorio, valorizzando le specificità di ciascun luogo. In questo percorso, Custonaci rappresenta un tassello strategico», spiega il direttore artistico di “Gibellina Capitale”, Andrea Cusumano. «Il dialogo tra arte e materia, incarnato dalla tradizione del marmo e dalla ricerca contemporanea del MAC, amplia il racconto di Gibellina e dimostra come identità diverse possano contribuire a una visione comune. Fare rete significa costruire un ecosistema culturale in cui ogni realtà rafforza l’altra, generando nuove opportunità di crescita, partecipazione e attrattività», aggiunge il sindaco di Gibellina Salvatore Sutera.

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