Sale nuovamente la tensione attorno alla vicenda del PalaShark. Con una nota congiunta, le società Sport Invest Srl e Trapani Shark SSD a r.l. intervengono duramente dopo avere appreso di presunte iniziative finalizzate all’acquisizione di titoli sportivi di basket di Serie B con l’obiettivo di ottenere l’accesso all’impianto sportivo attraverso il Comune di Trapani. Secondo quanto dichiarato dalle due società, vi sarebbero soggetti interessati a costruire un nuovo progetto cestistico cittadino cercando di aggirare i procedimenti ancora pendenti davanti al Tribunale Amministrativo Regionale e al Consiglio di Giustizia Amministrativa. “Apprendiamo che qualcuno a Trapani starebbe cercando di acquistare titoli sportivi di basket di Serie B con l’obiettivo, nemmeno troppo velato, di ottenere l’accesso al PalaShark attraverso il Comune, scavalcando i procedimenti pendenti davanti al TAR e alla CGA”, affermano le società.
“I beni all’interno del palazzetto sono di nostra proprietà”
Nel comunicato viene ribadita con forza la titolarità dei beni presenti all’interno dell’impianto sportivo. Sport Invest e Trapani Shark sostengono infatti che parquet, tabelloni, canestri, attrezzature della palestra, sala stampa, spogliatoi, led, panchine e ogni altra dotazione presente nel palazzetto siano di loro esclusiva proprietà. Le società evidenziano inoltre come il TAR avrebbe già imposto al Comune di Trapani l’obbligo di conservare tali beni in perfette condizioni fino alla definizione dei giudizi in corso, sottolineando che gli stessi non sarebbero di proprietà dell’ente comunale. Nella nota viene anche contestato il presunto mancato rispetto di tale obbligo, con il riferimento all’esistenza di documentazione fotografica che attesterebbe lo stato dei luoghi.
L’avvertimento: “Denunce in sede civile e penale”
Il passaggio più duro del comunicato riguarda le possibili conseguenze per chi dovesse utilizzare o movimentare le attrezzature presenti all’interno del PalaShark. Le società annunciano infatti che chiunque, persona fisica o giuridica, dovesse appropriarsi, utilizzare, spostare o danneggiare tali beni sarà denunciato immediatamente per appropriazione indebita e perseguito nelle sedi competenti, sia in ambito civile che penale. La presa di posizione viene definita dagli stessi firmatari una vera e propria “formale messa in mora”, con l’obiettivo di chiarire preventivamente eventuali responsabilità future.
“Le sentenze arriveranno”
Sport Invest e Trapani Shark concludono il proprio intervento ricordando che i procedimenti giudiziari sono ancora aperti e che le relative decisioni dovranno essere assunte dagli organi competenti. “I procedimenti sono aperti. Le sentenze arriveranno. Chi pensa di costruire qualcosa sulle macerie di un sopruso si assumerà una responsabilità molto precisa”, si legge nella parte finale della nota. Una dichiarazione che conferma come la vicenda legata al futuro del PalaShark e ai rapporti tra le società e il Comune di Trapani sia tutt’altro che conclusa e continui a svilupparsi anche sul piano giudiziario.