Processo per calunnia, assolto l’ex vicesindaco di Erice Angelo Catalano

redazione

Processo per calunnia, assolto l’ex vicesindaco di Erice Angelo Catalano

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venerdì 05 Giugno 2026 - 19:06

Si è concluso con un’assoluzione con formula piena il processo penale a carico di Angelo Salvatore Catalano, ex vice sindaco ed assessore del Comune di Erice. Il Tribunale Ordinario di Trapani ha assolto l’imputato dall’accusa mossa nei suoi confronti perché “il fatto non sussiste”.

La decisione mette un punto definitivo a un lungo e articolato percorso dibattimentale, iniziato il 4 ottobre 2022 a seguito del rinvio a giudizio disposto nel marzo dello stesso anno. L’intera vicenda giudiziaria era cominciata nel febbraio 2019 con l’arresto e la successiva revoca delle cariche istituzionali di Catalano. Nell’agosto del 2019, lo stesso esponente politico aveva presentato esposti in Questura denunciando di essere stato ingiustamente accusato, atto da cui era scaturito il filone processuale per calunnia azzeratosi con la sentenza di assoluzione di ieri.

La pronuncia del Tribunale si inserisce in un quadro di totale azzeramento delle accuse originarie. Di recente, lo scorso 21 aprile 2026, anche la Corte di Appello di Palermo (Sezione I Penale, presieduta dalla dott.ssa Adriana Piras) si è espressa radicalmente sui fatti correlati. I giudici di secondo grado, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Trapani il 2 febbraio 2022 che li aveva condannati a 4 anni di reclusione ciascuno, hanno assolto dall’imputazione di corruzione in concorso i coimputati di Catalano, i coniugi Francesca Miceli (già consigliera comunale di Erice all’epoca dei fatti) e Fabio Grammatico, difesi rispettivamente dagli avvocati Fabio Sammartano e Luigi Pipitone, perché “il fatto non sussiste”.

Il processo per calunnia appena concluso a Trapani vedeva come persone offese sette soggetti del territorio, tra i quali: la sindaca di Erice Daniela Toscano Pecorella; l’imprenditore Riccardo Agliano, unico a costituirsi formalmente parte civile nel procedimento, assistito dal proprio difensore del Foro di Palermo; l’assessore Gian Rosario Simonte, indicato per presunti favoritismi sulla manutenzione del verde pubblico; il consigliere comunale di Erice Vincenzo Di Marco, citato per le contestazioni sulla cura del verde e sui lavori di raccordo stradale che collegavano la via Cesarò al bar di proprietà del citato Grammatico; il funzionario tecnico del Comune di Erice, geometra Pietro Pedone, all’epoca dirigente dell’Ente.

Tutti i soggetti sopra menzionati (ad eccezione di Agliano), insieme all’allora sindaca di Erice Daniela Toscano Pecorella, sono risultati assenti nel corso del giudizio.

La sentenza di ieri, emessa dal giudice monocratico Oreste Fabio Marroccoli, fa cadere ogni addebito a carico di Catalano, assistito dall’avvocato Fabio Sammartano del Foro di Trapani. Il Giudice ha indicato in novanta giorni il termine per il deposito ufficiale delle motivazioni.

Laconico il commento di Catalano: “Ringrazio quanti in questi anni mi sono stati vicini e soprattutto la mia famiglia e l’avvocato Fabio Sammartano. Quanto patito in termini di gogna giudiziaria e mediatica non ha scalfito ma assolutamente rinforzato la mia riconosciuta integrità personale, morale e professionale sebbene ritengo non sia corretto che accadano queste vicende”.

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