E’ l’ottava volta che i marsalesi vanno alle urne per l’elezione diretta del sindaco e del Consiglio comunale. Com’è noto, fin qui, l’unico a vincere per due volte consecutive è stato Salvatore Lombardo, che fu alla guida dell’amministrazione cittadina dal 1993 al 2001. In entrambi i casi vinse al primo turno, guidando una coalizione che metteva assieme forze civiche e liste di centrosinistra. Nel 2001 si confermò l’alleanza progressista, stavolta con Eugenio Galfano candidato sindaco. Per la prima volta si andò al ballottaggio e il notaio marsalese fu protagonista di una straordinaria rimonta rispetto allo sfidante di centrodestra (il cugino Giuseppe), con Rino Ferrari (giunto terzo al primo turno) a fare da ago della bilancia, sostenuto da Giulia Adamo e dal movimenti civico Città Territorio.
Tra il 2003 e il 2005 la politica marsalese finì nella bufera per le inchieste giudiziarie del progetto “Peronospera”, che coinvolsero diversi esponenti del centrodestra e alcuni consiglieri comunali. Di conseguenza, per evitare l’onta di uno scioglimento per infiltrazioni mafiose la maggior parte dei componenti del massimo consesso civico rassegnarono le dimissioni, in modo da favorire un ritorno alle urne. Dopo un anno e mezzo di commissariamento (limitato al Consiglio comunale, la Giunta Galfano restò in carica fino alla fine) si tornò a votare nella primavera del 2007. Al primo turno i più votati furono Renzo Carini (centrodestra) e Leo Giacalone (centrosinistra), con Ottavio Navarra ed Eleonora Lo Curto a seguire. Al ballottaggio, per la prima volta prevalse il centrodestra e Carini guidò l’amministrazione comunale fino al 2012, decidendo di non ricandidarsi.
La primavera del 2012 fu segnata da una campagna elettorale particolarmente accesa, che vide approdare al ballottaggio Giulia Adamo (Pd, Udc e liste civiche) e Salvatore Ombra (liste civiche e centrodestra). Alle loro spalle, al primo turno, Giuseppe Gandolfo e Anna Maria Angileri, entrambi espressione di un’area civica e progressista che non riuscì a trovare un accordo per presentare una candidatura unitaria. Al secondo turno vinse la Adamo, che fu la prima donna a diventare sindaco di Marsala. Il suo mandato, tuttavia, durò poco: si concluse nel 2014, con tre anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale, allorchè l’ex presidente della Provincia Regionale di Trapani decise di dimettersi in seguito a una vicenda giudiziaria (poi conclusasi con un’assoluzione) che in quel momento aveva fatto scattare la legge Severino.
Si tornò al voto nel 2015 con il primo scontro elettorale tra il segretario del Pd Alberto Di Girolamo e l’ex parlamentare Massimo Grillo. Il cardiologo ebbe la meglio al ballottaggio, guidando la città fino all’autunno 2020 (con una proroga di qualche mese dovuta alla pandemia). Il suo tentativo di bis si scontrò con il desiderio di rivincita di Massimo Grillo, che nel frattempo aveva messo assieme una robusta coalizione (centrodestra e liste civiche), che gli consentì di vincere al primo turno e di ottenere una schiacciante maggioranza in Consiglio comunale (21 consiglieri su 24).
Il resto è storia delle ultime settimane. Tra oggi e domani i marsalesi decideranno se confermare la propria fiducia verso il sindaco uscente, riabbracciare Giulia Adamo o cambiare vento con Andreana Patti e Leonardo Curatolo. O, quantomeno, decideranno se eleggere subito l’amministrazione o rimandare tutto al ballottaggio del 7 e dell’8 giugno.