Mazara, agevolazione dei tributi: come funziona il nuovo regolamento? La guida pratica

Luca Di Noto

Mazara, agevolazione dei tributi: come funziona il nuovo regolamento? La guida pratica

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mercoledì 06 Maggio 2026 - 08:25

Non sarà solo una “rottamazione” in versione locale, ma uno strumento strutturato che punta a permettere ai cittadini di regolarizzare la propria posizione con il Comune di Mazara del Vallo. Il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali introduce infatti una procedura chiara, con vantaggi concreti ma anche con regole precise da rispettare. L’ente lo ha pubblicato nell’albo pretorio, dove dunque è consultabile. Ma facciamo un po’ di chiarezza: come funziona davvero? Partiamo dal principio: cosa si può sanare? Il regolamento riguarda i debiti maturati dal 1° gennaio 2000 fino alla data di approvazione, purché derivanti da: ingiunzioni di pagamento o accertamenti esecutivi. Nella sostanza, dunque, si tratta di tributi non pagati (come Tari, Imu e altri) che nel tempo sono diventati oggetto di recupero da parte del Comune.

I vantaggi della rottamazione

Il vantaggio principale per il cittadino così è netto: il contribuente paga solo il capitale e le spese, senza sanzioni e interessi, ma da ciò sono invece escluse le multe stradali e/o le condanne della Corte dei conti. Come si può aderire alla definizione agevolata dei tributi? Per accedere alla definizione agevolata bisogna presentare una domanda entro una scadenza precisa, il 30 giugno del 2026. La richiesta andrà compilata secondo la modulistica messa a disposizione dal Comune e può riguardare anche più debiti contemporaneamente. Attenzione però: presentare la domanda significa riconoscere il debito e accettare la posizione del Comune. Dopo la richiesta, l’ente avrà così 60 giorni per comunicare: l’importo totale da pagare, il piano di rateizzazione e le scadenze.

Come avviene il pagamento

Il pagamento potrà essere fatto in un’unica soluzione o a rate, il contribuente avrà cosìla possibilità di scelta. La prima rata (o l’unica soluzione) va versata entro 10 giorni dalla comunicazione del Comune. Le rate per le persone fisiche funzioneranno in base all’ISEE secondo il seguente schema: fino a 10.000 €, fino a 72 rate (6 anni); da 10.001 a 20.000 €, fino a 60 rate (5 anni); da 20.001 a 30.000 €, fino a 48 rate (4 anni); oltre 30.000 €, fino a 36 rate (3 anni). L’importo minimo della rata sarà di 100 euro, ma nei casi più fragili, può scendere a 50 euro previa valutazione sociale. Le rate per imprese e partite IVA invece potranno variare in questo modo: fino a 6.000 €, massimo 24 rate; oltre 6.000 €, invece, fino a 60 rate. Per microimprese e autonomi si può arrivare fino a 72 rate, in presenza di difficoltà economica documentata. Uno degli aspetti più importanti riguarda gli effetti immediati dopo la presentazione della domanda perché il Comune non potrà avviare nuovi pignoramenti e inoltre verranno sospese le azioni esecutive in corso (con alcune eccezioni).

Cosa succede al pagamento della prima rata

Dopo il pagamento della prima rata, inoltre, si bloccano definitivamente le procedure di recupero e si può anche arrivare alla cancellazione di eventuali fermi o ipoteche. Particolare attenzione va però rivolta alle scadenze, perché il beneficio non è automatico né definitivo. Infatti se non si paga la prima rata la definizione salta e se si saltano tre rate si perderà tutta la procedura. In quel caso, infatti, il debito torna pieno, quanto già pagato resta come acconto e il Comune potrà riprendere le consuete azioni di recupero. Cosa succede invece se c’è un ricorso in corso? Chi si trova in questa situazione dovrà fare una scelta: aderire alla definizione significa rinunciare al ricorso, solo così si può accedere al beneficio.    

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