A Trapani il mare torna protagonista, ma stavolta con il volto severo dell’emergenza. Dopo il cedimento improvviso che nei giorni scorsi ha squarciato un tratto della passeggiata di viale delle Sirene, inghiottendo anche un mezzo per la pulizia stradale, l’amministrazione comunale imprime un’accelerazione decisa agli interventi di messa in sicurezza. Il sindaco Giacomo Tranchida, in raccordo con i tecnici comunali, ha disposto l’avvio anticipato dei lavori di rifacimento della scogliera, inizialmente programmati per settembre. Il cantiere partirà già nei prossimi giorni, segnale di una volontà chiara: prevenire nuovi cedimenti e restituire sicurezza a uno dei tratti più suggestivi del fronte mare cittadino.
Ma prima ancora dei lavori, la priorità è comprendere cosa si cela sotto la superficie. Nei giorni scorsi sono in corso le indagini con georadar lungo viale delle Sirene, nel tratto che lambisce il centro storico. Una radiografia del sottosuolo necessaria per individuare eventuali vuoti, cavità o infrastrutture sepolte che potrebbero aver compromesso la stabilità della passeggiata. Un passaggio tecnico cruciale per stabilire se il crollo sia un episodio isolato o il sintomo di una fragilità più ampia. I precedenti, del resto, invitano alla cautela. Già tra il 2010 e il 2011 lo stesso tratto fu interessato da cedimenti causati dalle mareggiate, con interventi urgenti di riparazione del muro di sponda e della sede stradale, estesi fino all’area della Torre di Ligny. Opere che tamponarono l’emergenza, ma che oggi riemergono nel dibattito tecnico e politico alla luce del nuovo episodio.
A rafforzare i dubbi contribuisce anche la memoria viva del territorio. I pescatori della zona ricordano un cedimento analogo, avvenuto poco più a est e collegato, secondo i racconti, alla presenza di uno scarico fognario interrato. Testimonianze che potrebbero rivelarsi preziose per orientare le verifiche in corso e ricostruire la mappa nascosta sotto la passeggiata. Secondo una prima valutazione del sindaco, l’origine del problema potrebbe risalire alla realizzazione stessa dell’opera: la passeggiata sarebbe stata costruita sopra un antico canalone e una scala di accesso al mare, successivamente colmati con materiali non adeguatamente consolidati. Nel tempo, l’azione incessante delle mareggiate avrebbe eroso queste fragilità latenti fino al cedimento.
“Il mare ha presentato il conto ed è tornato dove è sempre stato”, ha osservato Tranchida, sintetizzando una dinamica che unisce natura e storia urbanistica in un equilibrio mai del tutto risolto. Parallelamente alle indagini, prende forma anche la strategia di difesa costiera. È previsto per l’inizio della settimana l’avvio parziale del cantiere per la realizzazione della soffolta a mare, infrastruttura pensata per attenuare la forza delle mareggiate di tramontana e proteggere il litorale. Sul piano politico, il clima resta teso, ma il primo cittadino invita a disinnescare le polemiche: l’obiettivo, ribadisce, è lavorare con rapidità e responsabilità per restituire ai cittadini un tratto di costa sicuro e fruibile, possibilmente prima dell’estate. In gioco non c’è soltanto un’infrastruttura urbana, ma il rapporto stesso tra la città e il suo mare: una relazione antica, affascinante e, talvolta, imprevedibile.