Le tensioni internazionali legate alla crisi in Iran pesano sui mercati finanziari europei, che avviano la giornata in territorio negativo, mentre cresce la pressione sui titoli di Stato italiani. Avvio difficile per le principali Borse del Vecchio Continente, tutte in calo sulla scia dell’incertezza geopolitica. A incidere è soprattutto l’escalation del conflitto in Medio Oriente, che alimenta timori sulle forniture energetiche e sull’andamento dell’economia globale. In questo contesto, Milano arriva a perdere circa il 2,5%, con ribassi diffusi anche a Francoforte, Parigi, Londra e Madrid. A preoccupare gli investitori è anche l’andamento dello spread tra Btp e Bund, che si amplia sensibilmente fino a superare i 104 punti base, raggiungendo i livelli più alti da diversi mesi. Parallelamente, il rendimento del decennale italiano si mantiene sopra il 4%, segnale di una crescente tensione sul debito pubblico.
Il clima negativo non riguarda solo l’Europa: anche le piazze asiatiche, in particolare Giappone e Corea del Sud, mostrano segni di debolezza, essendo tra le economie più esposte a eventuali interruzioni delle forniture energetiche. Sul fronte delle materie prime, prosegue la corsa del petrolio, con il Brent che supera i 113 dollari al barile e il Wti vicino ai 100 dollari. In aumento anche il gas, mentre si registra una flessione per oro e argento. Infine, sul mercato valutario, il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro, in un quadro dominato dall’incertezza e dalla ricerca di asset considerati più sicuri. Nel complesso, i mercati restano fortemente condizionati dagli sviluppi geopolitici, con gli investitori che guardano con cautela alle prossime mosse sul piano internazionale.