“BRT”: Trapani prova a trasformare il caos dei cantieri (e delle strade) in un confronto

redazione

“BRT”: Trapani prova a trasformare il caos dei cantieri (e delle strade) in un confronto

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venerdì 06 Marzo 2026 - 07:00

Alle nove del mattino, giovedì 12 marzo, una porta si aprirà in via Calvino. Non sarà un’inaugurazione solenne né un taglio di nastro, ma l’inizio di un rito civile nuovo per Trapani: sedersi attorno a un tavolo e parlare dei cantieri, senza microfoni né proclami. Nasce così il Centro di ascolto permanente sul BRT, una scelta che arriva dopo settimane di tensione crescente e soprattutto dopo il consiglio comunale straordinario e aperto di sabato scorso, quando la città ha riversato in aula paure, rabbia e aspettative. Il progetto del Bus Rapid Transit, nei documenti tecnici, è tutt’altro che vago: una linea lunga 5,5 chilometri, 22 fermate complessive, una corsia dedicata che attraversa via Fardella, si innesta sul porto e raggiunge il centro storico. L’obiettivo è ridurre i tempi di percorrenza e rendere il trasporto pubblico competitivo rispetto all’auto privata. I lavori, salvo imprevisti, dovrebbero concludersi entro giugno. Ma il calendario dei cantieri non coincide con quello della vita quotidiana.

La situazione

Oggi Trapani vive una fase di compressione: strade parzialmente chiuse, sensi di marcia modificati, stalli di sosta ridotti o cancellati. Il peso maggiore ricade su chi lavora e studia nel centro storico, dove circa 800 studenti devono fare i conti con tragitti più lunghi e orari più rigidi, e su attività commerciali che registrano un calo di accessibilità. A complicare ulteriormente lo scenario, l’annunciata apertura di un nuovo cantiere in piazza Mercato del Pesce, che rischia di sovrapporsi agli interventi già in corso. Da qui la decisione politica di cambiare passo. Il sindaco Giacomo Tranchida ha scelto di dare una forma permanente a quello che finora era rimasto un confronto episodico. Non un incontro una tantum, ma un appuntamento settimanale per raccogliere segnalazioni, verificare criticità, spiegare scelte e, nelle intenzioni, disinnescare quella miscela di incertezza e sfiducia che ha trovato voce proprio nell’assemblea pubblica di sabato. Intanto, dietro le quinte, si lavora anche su possibili aggiustamenti.

Provvedimenti sul tavolo per la viabilità

L’assessora Rosalia D’Alì ha messo sul tavolo ipotesi che vanno dalla sospensione della rimozione forzata in alcune vie centrali a una revisione delle regole sugli stalli gialli, fino allo stop temporaneo ai nuovi abbonamenti per la sosta. Nulla è ancora deciso, ma il segnale è chiaro: la macchina amministrativa prova a essere meno rigida mentre la città è sottoposta a uno stress prolungato. La strategia passa anche dai margini del centro storico. I parcheggi di scambio, come quelli dell’Egadi e del piazzale Ilio, diventano tasselli cruciali di una mobilità che guarda al futuro, con il BRT gratuito nella fase iniziale come incentivo a cambiare abitudini. Una scommessa culturale, prima ancora che infrastrutturale.

Caos viabilità e Settimana Santa

Sul calendario, però, incombono date che per Trapani non sono mai neutre. La Settimana Santa e la Processione dei Misteri rappresentano un banco di prova severo: cantieri aperti, flussi imponenti di fedeli e turisti, esigenze quotidiane che non possono fermarsi. È qui che il dialogo promesso dovrà dimostrare di essere qualcosa di più di una buona intenzione. Il Centro di ascolto non risolverà da solo il caos dei cantieri, né cancellerà i disagi. Ma segna un cambio di narrazione: dalla città che subisce alla città che chiede spiegazioni e pretende risposte. Trapani è dentro una trasformazione profonda, e come tutte le trasformazioni fa rumore, crea attriti, divide. La vera incognita non è se il BRT cambierà la mobilità, ma se questo percorso saprà essere condiviso abbastanza da non lasciare dietro di sé solo stanchezza e risentimento.  

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