C’è un’assurda differenza di contributi regionali tra i lavoratori ASU – Attività Socialmente Utili – stabilizzati entro il 2023 e quelli stabilizzati dal 2024 in poi. Tale divario economico è netto: gli stabilizzati fino al 31 dicembre 2023 ricevono solo poco più di 7 mila euro annui per soli 5 anni, mentre gli stabilizzati dal 2024 beneficiano di un importo che varia dai 19 mila ai 24 mila euro (in base alla categoria) garantito fino alla pensione. La denuncia arriva dal segretario generale UIL FP Trapani Giorgio Macaddino, emersa a seguito dell’audizione presso la Commissione Affari Istituzionali ARS a cui ha partecipato per la Uil Fp Trapani Vito Sardo, coordinatore “part time e Asu”.
Questa disparità colpisce direttamente i cosiddetti “enti virtuosi” anche della provincia di Trapani che, seguendo le direttive, hanno proceduto tempestivamente alle stabilizzazioni. “Comuni come Erice, Favignana, Marsala, Salaparuta, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Valderice e Vita – aggiunge Macaddino – si trovano oggi a dover gestire un carico finanziario sproporzionato rispetto a chi ha atteso il 2024. Il legislatore, con la finanziaria 2024, ha ignorato l’allarme già lanciato, non prevedendo l’adeguamento dei benefici per chi aveva già stabilizzato. Questa scelta penalizza chi ha agito correttamente e mette seriamente a rischio di default i bilanci comunali. Se i comuni non ricevono le stesse coperture, la conseguenza diretta potrebbe essere il taglio dei servizi essenziali ai cittadini e in alcuni casi l’impossibilità di trasformare i contratti dei lavoratori in full-time, condannandoli a un precariato di fatto”. La UIL FP ha ribadito in Commissione l’urgenza di chiudere questa forbice discriminatoria in tempi brevi. Nel frattempo, è in atto l’attività parlamentare per la proroga delle attività socialmente utili al 31 dicembre 2027, misura necessaria per consentire la stabilizzazione di tutto il bacino rimanente, inclusi i lavoratori impegnati presso enti con vincoli di finanza pubblica o nel privato sociale. “Non permetteremo – conclude il segretario UIL FP – che l’efficienza amministrativa dei nostri comuni diventi un boomerang per i lavoratori e per le casse pubbliche”.