È Mazara del Vallo il comune della provincia di Trapani che ha pagato il prezzo più alto al passaggio del ciclone “Harry”, che tra il 19 e il 20 gennaio ha colpito duramente il territorio con vento impetuoso e un moto ondoso eccezionale. Secondo quanto riportato dalla Protezione civile, in città sono state registrate onde superiori agli otto metri, con conseguenze devastanti soprattutto lungo la fascia costiera. Nel territorio provinciale si registrano numerosi danni. A Marinella di Selinunte lo scivolo per persone con disabilità è stato gravemente danneggiato dalle onde ed è stato chiuso al pubblico. Gravi anche le criticità al porto, dove la posidonia sospinta dal mare ha invaso l’area degli ormeggi, intrappolando diverse imbarcazioni. Distrutto inoltre il lido Nettuno di Tre Fontane.
La situazione peggiore a Mazara
A Mazara del Vallo la situazione è apparsa fin da subito critica. L’acqua del mare ha invaso completamente la sede stradale del lungomare Fata Morgana, cancellando la pista ciclabile e distruggendo interi stabilimenti balneari. Il forte vento ha provocato l’abbattimento di pali della pubblica illuminazione finiti in strada, oltre al crollo di un albero all’interno dell’Istituto comprensivo Boscarino-Castiglione, in viale Francia, che ha danneggiato anche l’inferriata perimetrale. È crollata inoltre una parte della copertura in legno dell’area giochi del lungomare San Vito. La prima stima dei danni, ancora provvisoria, ammonta a circa 6,7 milioni di euro. A fare il punto della situazione è stato il sindaco di Mazara del Vallo, Salvatore Quinci, che ha espresso la vicinanza dell’amministrazione comunale ai gestori degli stabilimenti balneari e alle attività colpite. Il primo cittadino ha sottolineato come il moto ondoso resti ancora sostenuto e come interventi immediati, non legati alla messa in sicurezza, rischierebbero di risultare inefficaci. Al momento, ha spiegato, sono stati avviati soltanto gli interventi non rinviabili, in attesa di un miglioramento stabile delle condizioni meteo. Il sindaco ha inoltre espresso un pubblico plauso alla Protezione civile comunale e ai volontari che, sotto il coordinamento dell’assessore Giampaolo Caruso, con il supporto della Polizia Municipale guidata dal comandante Vincenzo Menfi e della squadra tecnica comunale coordinata dall’assessore Torrente e dal dirigente Biagio Sanseverino, hanno monitorato costantemente il territorio. Fondamentale anche il contributo delle associazioni di volontariato, tra cui Vigili del Fuoco in congedo, Guardie Ambientali Trinacria, Giva 2019, Croce Rossa Italiana e Guardia ai Fuochi.
Sopralluogo a Petrosino
Un sopralluogo si è svolto anche nel territorio di Petrosino, alla presenza del dirigente del Servizio regionale di Protezione civile per la provincia di Trapani, Antonio Parrinello, del sindaco Giacomo Anastasi e dei tecnici comunali. Durante l’incontro è stata avviata una prima verifica delle infrastrutture compromesse e una valutazione economica dei danni, base necessaria per l’attivazione degli interventi di ripristino. Il sindaco Anastasi ha assicurato un costante coordinamento con le istituzioni regionali per garantire assistenza e risposte tempestive alla comunità.
Danni per oltre un milione a Marsala
Danni rilevanti anche a Marsala, dove il Comune ha trasmesso alla Protezione civile regionale una stima che supera 1 milione e mezzo di euro. La ricognizione del Centro Operativo Comunale ha evidenziato criticità a infrastrutture stradali, attività commerciali e produttive – in particolare nel settore della serricoltura – alla pubblica illuminazione, al verde pubblico, oltre al crollo della torre faro in area portuale e ai danni al cantiere del “Waterfront 2” sul Lungomare Florio.
Interdette alcune aree di Triscina e nelle Egadi
A Castelvetrano il sindaco ha disposto l’interdizione temporanea di alcune aree della borgata di Triscina, con divieto di accesso e transito in prossimità delle zone costiere danneggiate. I sopralluoghi hanno evidenziato dissesti del piano viario, accumuli di detriti e sabbia e danni alle recinzioni delle abitazioni prospicienti l’arenile. Il maltempo ha colpito anche le isole Egadi, con danni significativi soprattutto a Marettimo, dove il moto ondoso ha compromesso la banchina portuale, l’illuminazione e l’imbarcadero dei traghetti. Alcune imbarcazioni, trascinate dalle onde, sono finite sugli scogli. A Favignana si registrano danni nella zona sud e al porticciolo dei pescatori di Punta Lunga.

La situazione a San Vito
Criticità anche a San Vito Lo Capo, dove diverse strade sono rimaste senza illuminazione pubblica a causa dell’infiltrazione di acqua di mare nei pozzetti elettrici, che ha provocato cortocircuiti. Gli interventi di ripristino, avviati dalla ditta incaricata, proseguiranno nei prossimi giorni compatibilmente con le condizioni meteo. Il ciclone Harry, con onde che in alcuni casi hanno superato i dieci metri, ha così messo in ginocchio l’intera fascia costiera della provincia di Trapani, lasciando dietro di sé un bilancio pesante in termini di danni e la necessità di interventi strutturali per la messa in sicurezza dei territori colpiti.
Cosa succede in Sicilia
Oltre alle coste e all’entroterra, il ciclone Harry ha causato danni stimati ad almeno 1,5 miliardi di euro solo in Sicilia, tra infrastrutture, attività economiche, servizi pubblici e abitazioni. Gran parte della fascia ionica dell’isola – compresa l’area di Taormina – è stata messa in ginocchio da mareggiate, venti e piogge torrenziali, con conseguenze pesanti anche per il turismo e l’economia locale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno stanziamento di 100 milioni di euro per le regioni maggiormente colpite dal ciclone Harry: Sicilia, Calabria e Sardegna, con circa un terzo di questa cifra destinata alla Sicilia. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha espresso soddisfazione per l’intervento iniziale, sottolineando che i 33 milioni assegnati alla Sicilia rappresentano un primo passo verso la gestione dei danni, da integrare con i 70 milioni già messi a disposizione dalla Regione, per un totale di circa 103 milioni destinati agli interventi urgenti. Ma è evidente che sono cifre irrisorie, come evidenzia l’opposizione al Governo Schifani. Le reazioni politiche non si sono fatte attendere: il segretario regionale del PD, Anthony Barbagallo, ha definito lo stanziamento “del tutto insufficiente”, sostenendo che il governo non abbia compreso l’entità reale della devastazione; critiche analoghe sono arrivate anche da esponenti dei 5 Stelle, che hanno giudicato i fondi iniziali inadeguati per far fronte alle necessità concrete dei territori colpiti.
L’Ars approva 40,8 milioni
“Ringrazio i deputati di maggioranza e di opposizione dell”Assemblea regionale siciliana per il grande senso di responsabilità dimostrato con l’approvazione della norma, voluta dal mio governo, sullo stanziamento di quasi 41 milioni per interventi urgenti a fronte dei danni causati dal ciclone Harry. Risorse che si sommano ai 50 milioni già stanziate dalla giunta regionale. Si tratta di un primo concreto segnale di attenzione e di vicinanza nei confronti delle popolazioni e degli operatori economici di questi territori. Come ho detto fin dal primo sopralluogo che ho effettuato nella zona jonica del Messinese e del Catanese, occorre fare presto e fare bene per ripristinare condizioni di vivibilità e consentire la ripresa delle attività economiche”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in seguito all’approvazione, in Assemblea regionale siciliana, della legge che stanzia 40,8 milioni di euro per gli interventi urgenti nei territori colpiti dagli eventi dello scorso fine settimana.
In particolare, venti milioni sono destinati ai ristori per le attività commerciali danneggiate; 5 milioni a sostegno del comparto della pesca e altri 5 milioni per l’agricoltura. Dieci milioni è la spesa per l’esenzione, per il 2026, degli oneri per i titolari delle concessioni demaniali marittime. Infine, ottocentomila euro è l’ammontare del contributo al Cas quale compensazione dei mancati introiti dovuti all’esenzione dal pagamento dei pedaggi autostradali ai caselli della A18 di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera, per i residenti delle province di Messina e Catania, da febbraio a giugno prossimi. La norma istituisce, così come stabilito ieri durante la cabina di regia coordinata dal presidente della Regione, una sottocommissione della Cts (Commissione tecnico specialistica) ad hoc per evadere con celerità le autorizzazioni ambientali per la ricostruzione delle aree danneggiate.