Ancora senza certezze il futuro dei dipendenti della tv trapanese Telesud, l’emittente che era stata acquistata tre anni fa da Valerio Antonini, proprietario di Trapani Calcio e Trapani Shark e oggi posta in liquidazione dallo stesso. Nell’incontro svoltosi domenica 18 gennaio tra Antonini, il fiduciario di redazione e il rappresentante dei tecnici (in cui non era presente il direttore responsabile) é stato comunicato all’editore dai rappresentanti di giornalisti e tecnici che alcuni di loro avevano presentato le dimissioni per giusta causa (inadempienza del datore di lavoro), per poter percepire la Naspi, l’indennità di disoccupazione da parte dell’Inps, pur consapevoli di rinunciare alle tutele contrattuali in caso di licenziamento.
La situazione lavorativa a Telesud
L’editore ha comunicato che vi erano delle trattative in corso per la cessione del ramo d’azienda e che avrebbe fatto un piano di pagamento delle mensilità arretrate (comprese le due tredicesime 2024 e 2025 ancora dovute) versando intanto entro la settimana la mensilità di novembre 2025. Ad oggi gli ultimi dipendenti hanno ricevuto questo bonifico. I quattro giornalisti non dimessisi e rimasti ancora in servizio, ma nell’impossibilità di svolgere il proprio lavoro in quanto il fornitore di energia elettrica ha da tempo staccato la luce in redazione (e senza password per poter aggiornare il sito), non hanno però formalmente ricevuto alcun preavviso di licenziamento. Assostampa resta al loro fianco ma intanto le mensilità decorrono e di Antonini si registrano solo interventi sui social dove continua a recitare la solita litania contro l’informazione locale – di cui la “sua” Telesud era parte principale – e contro il sindacato dei giornalisti.
Parla Antonini (ma solo e sempre sui Social)
Queste le dichiarazioni a mezzo social di Antonini: “Sono sempre più nauseato nel leggere costantemente, sui giornali e socials del territorio trapanese, fake news e finti scoop costruiti ad arte! Notizie a volte completamente inventate, commenti affidati a personaggi camuffati dietro nomi falsi come “Il Sorcio Verde”, articoli a firma di chi non è nemmeno iscritto all’albo e spesso sono vignettisti o dilettanti senza esperienza. Sinanche a chi si nasconde a Trapani per coprire situazioni familiari gravi o a chi, non avendogli rinnovato la collaborazione a Telesud, utilizza piattaforme anche nazionali per rilasciare commenti fuori luogo o manifestare un’odio fastidioso. Un circo coordinato che attinge a fondi chissà da dove – spesso anche pubblici – per autopromuoversi o per lanciare titoli bomba contro i “nemici” di turno. Prendete il mio caso: invenzioni continue, falsi scoop e attacchi anche sulla vita privata, uno stalking quotidiano. Una follia che grida vendetta, e che spiega perché a Trapani nessuno “straniero” ha investito negli ultimi 40 anni; chi vorrebbe mettere radici in un posto dove l’informazione è ostaggio di questi profili? E dove Assostampa trapanese in questi 2 anni e mezzo in cui sono qui, ha pensato di fare la voce grossa solo nel caso Telesud, che si sta risolvendo senza avere bisogno di interventi di qualche dilettante allo sbaraglio”.
Antonini: “C’è volontà di distruggere chi vuole cambiare il territorio”
Ma andiamo al cuore del problema dice Antonini: “Dietro questa macchina del fango si nasconde la volontà di distruggere chi vuole cambiare un territorio morto e sepolto dietro una burocrazia allucinante e la peggior politica sociale di tutto il Paese, con una classe dirigente che ha ridotto Trapani in una mediocre città di provincia, quando potrebbe essere una meravigliosa realtà viste le grandissime potenzialità, ahime inespresse. Se poi a questo si aggiunge anche una vera e propria forma di complesso di inferiorità, che sfoga la mediocrità insita nell’invidioso attraverso attacchi gratuiti e velenosi., la frittata è presto fatta. È il classico meccanismo psicologico di chi, non avendo realizzato nulla di significativo nella vita, si scaglia contro chi ce l’ha fatta, cercando di trascinarlo nel proprio pantano. E appare evidente, fin dal primo sguardo per esempio, nel signor Giacomo Di Girolamo, direttore di TP24, già condannato per diffamazione in un processo recente. Di Girolamo incarna questa dinamica alla perfezione. Un personaggio contorto che, invece di elevare il dibattito, lo abbassa a livelli imbarazzanti. Non è giornalismo, questo: sembra più una terapia fai-da-te a spese altrui, un modo per compensare insicurezze profonde con calunnie e distorsioni. E che finisce per coinvolgere poi alcuni suoi colleghi, volti a supportare la campagna d’odio da lui generata…”.
Antonini contro l’informazione locale
Il patron granata continua a ‘inveire’ contro l’informazione locale: “Fino a quando l’informazione resterà in mano a tutto ciò, per Trapani non ci sarà speranza. Nessuna. Ecco perché, nel momento del bisogno, sia la Trapani Shark che il Trapani Calcio sono stati abbandonati e non difesi come meritavano. Una pagina triste, ma chiarissima oramai. E ribadisco, nessun imprenditore di livello, dopo quanto successo a me, oserà mai tentare di investire in queste condizioni. Renderò note diverse informazioni in mio possesso in una conferenza stampa che rilascerò nelle prossime settimane, dove, tra le infinite cose da discutere, farò chiarezza di tanti “strani” passaggi di cui sono venuto finalmente a conoscenza dopo mesi di lavoro. Nel frattempo devo lottare per salvare i titoli delle due società sportive, che molti danno per morte ma che sono assolutamente vive e speriamo, nel breve, capaci di riottenere quanto tolto in maniera ingiusta e , per alcune circostanze, illegale. La verità ci renderà liberi…”.