PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato, al Teatro Massimo di Palermo, al Congresso dell’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti (Unaa): l’evento, dal titolo “L’avvocato amministrativista tra valori costituzionali, regole processuali e norme sovranazionali: strumenti e forme di mediazione tra autorità e libertà”, riunisce esponenti delle istituzioni, della magistratura, dell’avvocatura e del mondo accademico, per fare il punto sui cambiamenti del diritto amministrativo e sul ruolo della giustizia nella tutela dei diritti e nell’equilibrio tra poteri pubblici e libertà individuali.
Il Capo dello Stato è stato accolto dagli applausi dei presenti in sala e dall’Inno nazionale cantato dal Coro di voci bianche del Teatro Massimo.
Presenti, oltre al capo dello Stato, il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il presidente del Consiglio di Stato Luigi Maruotti e naturalmente il presidente dell’Associazione degli avvocati amministrativisti della Sicilia, Giovanni Immordino: i lavori del Congresso proseguiranno nel pomeriggio a Palazzo dei Normanni.
“Viviamo in un’epoca di straordinaria complessità in cui le spinte globali, la normazione europea e le esigenze di sviluppo economico devono calarsi nel tessuto dei diritti fondamentali garantiti dalla nostra Carta costituzionale – sottolinea Schifani – In questo scenario, l’avvocato amministrativista non è semplicemente un difensore tecnico all’interno di un processo; è, nel senso più nobile del termine, un mediatore culturale e giuridico. Compie un’opera quotidiana di altissimo valore democratico: traduce la dialettica tra l’interesse generale e il diritto del singolo in una sintesi di civiltà giuridica. Questa nostra terra, la Sicilia, vive oggi una stagione di profonda transizione strutturale. Come governo regionale siamo quotidianamente impegnati nelle sfide della modernizzazione infrastrutturale, dell’attrazione degli investimenti e della realizzazione dei progetti strategici legati ai fondi europei e nazionali”.
La crescita della Sicilia, secondo il governatore, “non può prescindere da un’amministrazione e da una giustizia amministrativa rapida, trasparente e prevedibile. L’efficienza della macchina pubblica non si misura solo con la rapidità della spesa, ma con la solidità giuridica delle sue decisioni. Proprio pochi giorni fa, la mia giunta ha approvato un disegno di legge pionieristico sulla trasparenza nei rapporti tra interessi privati e amministrazione: un segnale chiaro di come le istituzioni regionali vogliano muoversi nel solco della legalità, del contrasto alla corruzione e della certezza del diritto, valori cardine del vostro quotidiano operare. Abbiamo bisogno della vostra competenza per far sì che la semplificazione amministrativa non diventi mai deregolamentazione, e che la tutela giurisdizionale sia espressione del principio di effettività della tutela, declinato sempre più in chiave di proporzionalità, equità e bilanciamento degli interessi delle parti, racchiusi nel concetto di pienezza della tutela degli amministrati. Invero, l’equilibrio tra autorità e libertà si gioca sulla qualità delle regole e sulla lealtà del confronto tra le parti”.
L’appuntamento odierno, afferma Lagalla, “pone al centro del dibattito un tema fra i più importanti della vita democratica, ovvero il rapporto tra potere pubblico, diritti, libertà e garanzie. La mediazione tra autorità e libertà è una questione di perenne attualità: da una parte esiste la necessità di istituzioni pubbliche capaci di decidere, governare la complessità e realizzare opere e servizi nell’interesse generale; dall’altra si pongono gli inalienabili diritti delle persone, le libertà individuali e collettive, le richieste di trasparenza e verità. Il potere pubblico deve comunque poter agire, seppur nel rispetto delle leggi e della Costituzione che ne definiscono limiti e ne legittimano l’esercizio: in questo ambito l’avvocato amministrativista ha un ruolo che va ben oltre la dimensione processuale, in quanto contribuisce a rendere effettivo l’equilibrio tra autorità e libertà, accompagnando cittadini, istituzioni e imprese nella complessità di norme e procedure; tale complessità oggi cresce anche per effetto della legislazione europea e sovranazionale, per la trasformazione digitale, per l’intelligenza artificiale e per le grandi sfide ambientali. La Sicilia rappresenta un contesto particolarmente significativo per questa riflessione e Palermo è un punto di riferimento per la giustizia amministrativa: legalità e diritti sono pilastri irrinunciabili per lo sviluppo del territorio e della convivenza civile, una democrazia è tanto più forte quanto più integre sono le sue garanzie”.
Gli fa eco Immordino, secondo il quale “ospitare qui il Congresso dell’Unione nazionale degli avvocati amministrativisti è un motivo di profondo orgoglio: la presenza qui del presidente Mattarella è un ulteriore riconoscimento del rilievo costituzionale del ruolo degli avvocati amministrativisti, chiamati ogni giorno a confrontarsi con alcuni tra gli aspetti più delicati della vita pubblica. Il potere amministrativo incide sulle libertà, sui diritti, sulle aspettative delle persone e delle imprese: il diritto amministrativo infatti non è una materia distante dalla vita, ma costituisce il perimetro entro cui una decisione pubblica può aprire o chiude una possibilità, proteggere le libertà o comprimerle, generare fiducia o diventare distanza, consolidare la credibilità delle istituzioni o fiaccarla. Questo Congresso non è una mera formula accademica: l’incontro con il potere deve generare non disillusione e timore, ma consapevolezza per una cittadinanza effettiva scevra da ogni mezzo di sudditanza”.
La giustizia amministrativa, evidenzia Maruotti, “ha bisogno di riforme volte al suo adeguamento e alle esigenze della comunità e del sistema economico: andrebbero eliminate le incongruenze derivanti dalle stratificazioni storiche delle leggi e dai loro non sempre perfetti coordinamenti; l’esperienza di altri paesi, unitamente al dialogo con tutte le componenti della giustizia amministrativa, potrebbe contribuire a individuare le migliori soluzioni. Alcune esigenze della comunità dipendono sempre meno da scelte delle autorità pubbliche, anche di carattere internazionale, e sempre più da scelte imprenditoriali effettuate da privati le cui risorse e decisioni incidono notevolmente sulle vite di ciascuno di noi: l’intelligenza artificiale, soprattutto negli ultimi tempi, incide sulle vite di tutti noi. Questi temi richiedono attenzione soprattutto dalle istituzioni internazionali, nell’ottica di perseguire e affermare senza se e senza ma la tutela della persona umana, individuando regole dal carattere tendenzialmente universale: al decisore politico spetta il compito di elaborare innovativi strumenti di tutela e prevedere strumenti neutrali di vigilanza, affinché le attività imprenditoriali rispettino i valori costituzionali e quelli accettati dalla comunità internazionale. L’ultimo punto che intendo sottolineare è l’indispensabilità della collaborazione tra avvocati amministrativisti e magistrati amministrativi: tutte le più importanti riforme, anche il Codice del processo amministrativo del 2010, sono state frutto di tale fattiva collaborazione; tale percorso deve proseguire”.
-Foto Francesco Ammendola (Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)-
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