A quasi due anni dalla prima denuncia, torna al centro dell’attenzione la vicenda relativa ai ritardi nella comunicazione degli esiti istologici da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani. A intervenire sono gli avvocati che assistono alcune delle persone offese, che chiedono alle istituzioni maggiore trasparenza e un’assunzione di responsabilità rispetto a quanto accaduto. Secondo i legali, nonostante i ripetuti inviti rivolti all’Asp di Trapani per avviare un’interlocuzione sui possibili ristori alle famiglie coinvolte, “a oggi non è pervenuto alcun riscontro”. Una situazione che, sostengono, assume particolare rilevanza considerando il tempo trascorso dalla prima denuncia e la gravità dei fatti emersi.
“Servono serietà e trasparenza”
Gli avvocati Vita Maria Ippolito, Riccardo Marceca, Vito Livadia, Salvatore Accardo, Niccolò Grossi, sottolineano come la vicenda, che ha suscitato ampia attenzione anche sul piano mediatico, richiedesse da parte delle istituzioni coinvolte un comportamento improntato a “serietà, tempestività, trasparenza e senso di responsabilità”. A loro giudizio, invece, il silenzio mantenuto finora dall’Azienda sanitaria non sarebbe in linea con quanto la situazione avrebbe richiesto. Tra gli aspetti contestati dai legali c’è anche l’assenza, a loro dire, di “formali e sentite scuse” rivolte ai cittadini che avrebbero subito conseguenze a causa dei ritardi, così come la mancanza di una rassicurazione pubblica sulle misure adottate per evitare che episodi analoghi possano verificarsi nuovamente.
La richiesta di garanzie
Per i legali, la tutela della salute rappresenta una questione di primaria importanza pubblica e istituzionale. Da qui la richiesta che l’Asp chiarisca quali iniziative siano state intraprese per garantire la sicurezza dei percorsi diagnostici e impedire il ripetersi di situazioni della stessa gravità. Gli avvocati chiedono inoltre che si apra finalmente un confronto concreto sui ristori destinati alle persone che, secondo quanto rappresentato nelle loro dichiarazioni, sarebbero rimaste danneggiate dalla vicenda.
“Continueremo a tutelare gli assistiti”
I legali fanno sapere che continueranno a tutelare i diritti e gli interessi delle persone assistite nelle sedi competenti. Al tempo stesso rivolgono un appello non soltanto all’Azienda sanitaria, ma anche alle istituzioni politiche del territorio, affinché venga avviato “un canale comunicativo serio e concreto” sia sulle misure adottate per garantire la sicurezza dei percorsi diagnostici sia sulle richieste di ristoro avanzate dalle famiglie. Una presa di posizione che riporta dunque in primo piano una vicenda che, a distanza di quasi due anni dalle prime denunce, resta ancora al centro delle richieste di chiarimento e di tutela avanzate dalle persone coinvolte.