Quando Marsala si batté per la sua Nave Punica: il racconto del prof. Elio Piazza

redazione

Quando Marsala si batté per la sua Nave Punica: il racconto del prof. Elio Piazza

Condividi su:

lunedì 21 Settembre 2026 - 11:25

La storia della Nave Punica di Marsala non è soltanto quella di una straordinaria scoperta archeologica, ma anche quella di una battaglia civile e istituzionale per fare in modo che il relitto rimanesse in città. A raccontare uno dei momenti più delicati di quella vicenda è oggi il prof. Elio Piazza:

Dopo la scoperta della Nave da parte del Capitano Bonini e dei lavori dell’esperto Bonanno nell’assistere Miss Honor Frost nel montaggio del relitto già trattato nelle vasche della Cantina Pellegrino, a Marsala s’imponeva con una certa urgenza il problema se trattenere il relitto per una sua esposizione museale o destinarlo altrove. Palermo si era pronunciata per accogliere la Nave al quarto piano di uno stabile non so di quale via o viale di quella città. Del problema era stato investito il Consiglio comunale e serpeggiavano delle tensioni tra i vari consiglieri sulla questione se trattenerla o per esportarla.

La Pro Loco, di cui ero Presidente, non rimase allora in disparte ad attendere le travagliate decisioni del Consiglio. Questo, per dei lavori che rendevano inagibile la propria sede del Palazzo VII Aprile, si riuniva nel refettorio della scuola “Lombardo Radice” di cui ero direttore titolare. E fu su ciascuno dei seggi provvisori dei consiglieri comunali che allora, temendo che si destinasse altrove la Nave Punica, feci trovare un foglio ciclostilato con cui ammonivo severamente di attenersi al prioritario interesse della Citttà nel decidere le sorti della Nave, tralasciando ogni velleità di battersi per il partito o la corrente di propria militanza.

Io mi astenni dall’assistere alla discussione ed alla conseguente votazione del Consiglio, ma rimasi appagato dal sapere che era stata deliberata la permanenza della Nave a Marsala. Successivamente si ebbero tutti gli adempimenti amministrativi per espropriare e rendere l’ex Baglio Anselmi compatibile con le condizioni necessarie per accogliere l’importante relitto, assoluta novità della archeologia subacquea di cui, nel 1981, pubblicò un Rapporto scientifico multidisciplinare l’Accademia Nazionale dei Lincei.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta