Gentile Direttore, potremmo dire: “Incredibile ma vero”, se non avessimo intuito in tempi non sospetti che Andreana Patti ha vinto grazie ad una alleanza elettorale che avrebbe creato una seria difficoltà all’azione di governo. Dunque, per parafrasare Marquez, possiamo dire che lo spettacolo che questa amministrazione offre ai cittadini è semplicemente la cronaca di un disastro annunciato. E dico di più, il vento é cambiato ma solo in peggio perché la sindaca non riesce a completare la squadra di governo perché é ostaggio di quanti l’hanno aiutata a vincere e che oggi le presentano il conto. Troppe le pretese e poche le postazioni per tutti i pretendenti. Già dal primo momento abbiamo assistito alla rappresentazione di questa pantomima con l’abbandono di alcuni consiglieri eletti in liste nelle quali non hanno trovato il dovuto rispetto per ciò che avevano determinato. In particolare il caso di Eleonora Milazzo a cui viene proposto di fare il vice presidente del consiglio comunale ignorando che senza la sua adesione ProgettiAmo Marsala non avrebbe potuto esistere nella passata consiliatura e meno che mai resistere successivamente nella fase in cui chi agisce da leader di fatto soggiace alle decisioni di maggioranze interne che vengono spacciate per esempi di democrazia. Eleonora Milazzo é stata la consigliera più votata della lista e nella compagine della sindaca, fare il vice di un neoeletto consigliere senza esperienza sarebbe stato per lei davvero mortificante. Plaudo per questo al coraggio e alla forza morale di opporsi a mortificanti strumentalizzazioni della Milazzo, che spero abbia compreso come dietro a tutto questo ci sia stata il complice consenso della sindaca che il conto certamente lo doveva e lo deve presentare ai suoi referenti trapanesi che avevano già scelto il nome del soggetto che avrebbe guidato l’assise consiliare. Il gioco a cui non si è prestata Eleonora Milazzo ha reso ancora più complicato l’incastro delle tessere del puzzle che la Patti non riesce a mettere insieme . C’è un limite a tutto e si chiama dignità. Questo limite è stato già superato abbondantente. Manca la squadra di governo, manca la regia politica e amministrativa, mancano il governo dei problemi e le risposte alla città che sono stati promessi in campagna elettorale. Il consiglio comunale diventa terra di nessuno dove il gioco lo conduce molto bene Enzo Sturiano che conosce più di chiunque altro i meccanismi di governo dell’aula consiliare e sono certa, saprà impensierire, insieme alle opposizioni la stessa maggioranza che oggi è priva di una guida autorevole, forte e competente e che soprattutto sconta i limiti di una sindaca troppo sbilanciata a sinistra per accontentare i tanti consiglieri e consigliori di destra rimasti senza ruolo, senza scranno e senza limiti nella loro capacità di scorrazzare a destra e a manca per ritagliarsi una posizione con vista in direzione delle prossime elezioni regionali. Non aggiungo altro se non un banale commento su chi, nel centrodestra, si ritiene comunque vincitore nonostante la sconfitta. A Grillo manifesto ancora una volta ampia disapprovazione per quanto da lui stesso determinato. Poteva e doveva essere nuovamente sindaco senza ombra di dubbio, se non avesse giocato una solitaria quanto incomprensibile partita per rompere l’alleanza con i partiti che lo avevano eletto con il folle obiettivo di scardinare anche gli equilibri interni agli stessi partiti. Ho come la sensazione che quanto accaduto alle amministrative a Marsala sia solo espressione di una politica miope e incapace di guardare realmente a ciò che serve ed è necessario fare per la città. Ma questo sguardo miope mi sembra esteso ovunque e dappertutto e in ogni schieramento anche a livello regionale dove tutti pensano al proprio posizionamento e giocano una partita solitaria, spesso personale contro ogni logica di coalizione. Così inevitabilmente cresce il partito del non voto e l’ansia di agire contro a tutti i costi, mentre dentro ai palazzi del potere manca una vera leadership che porti ordine, faccia valere le regole e determini governabilità. In Sicilia, a destra come a sinistra, pensano a farsi male da soli lasciando spazio a chi invece guarda con attenzione ai problemi e indica soluzioni. Le inchieste giudiziarie, al di là di ciò che sarà, impongono un rigore morale che oggi manca a chi fa politica che per superficialità o per arroganza non conosce limiti. Ben venga una nuova stagione dove la questione morale non debba essere vissuta con la logica da talk show e meno che mai funzione esterna alla politica. Personalmente colgo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini che hanno votato per Duilio Piccione, volto nuovo della politica e stimatissimo professionista, al quale sono legata da sentimenti di profonda amicizia. Ringrazio anche Duilio perché ha saputo cogliere il valore che la sua candidatura rappresenta per me che credo nel valore della politica e soprattutto in una politica capace di esprimere valori.
Eleonora Lo Curto